Israele ha dichiarato il ripristino della tregua dopo l’ondata di attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza tra martedì e mercoledì che ha causato decine di vittime.
“Almeno 101 vittime sono state portate in ospedale, tra cui 35 bambini e diverse donne e anziani, a seguito dei raid israeliani in meno di 12 ore”, ha reso noto Mahmud Bassal, portavoce della protezione civile di Gaza.
Il bilancio è stato aggiornato mercoledì pomeriggio da fonti mediche, citate da Al Jazeera, a 104 decessi tra cui 46 bambini. Gli attacchi hanno preso di mira, tra le altre località, il campo profughi di Bureij nel centro di Gaza, il quartiere Sabra di Gaza City e Khan Yunis.

Oggi i team di Medici Senza Frontiere nella Striscia di Gaza hanno prestato soccorso a centinaia di pazienti gravemente feriti durante gli attacchi delle forze israeliane che hanno causato un numero allarmante di vittime civili. MSF ha curato i feriti negli ospedali Al Aqsa, Nasser e Al Shifa.
“Quando sono arrivato al pronto soccorso, la situazione era disperata. Non c’è dubbio che si tratti di un attacco contro i civili, con così tanti bambini feriti e uccisi. Possiamo davvero chiamarlo cessate il fuoco?” dichiara il dr. Morten Rostrup, medico di MSF in azione presso l’ospedale Al-Aqsa dove sono stati assisti 77 feriti, alcuni dei quali poi trasferiti all’ospedale da campo di MSF. “Una donna, con una ferita alla testa e alla gamba, era in stato di shock a causa di una forte emorragia. C’era un’altra donna con una lesione cerebrale e un’altra ancora con una lesione polmonare. Ho visto anche tre bambini gravemente feriti” aggiunge il dr. Rostrup di MSF.
All’ospedale Nasser, il ministero della salute e le équipe di MSF hanno ricevuto 22 morti e sessanta feriti, tra cui alcuni bambini. Infine, all’ospedale Al Shifa, supportato da MSF, le équipe del ministero della salute hanno accolto 27 morti e 56 feriti.





