Tutte giù per Trump. Borse nel panico con le ultime trovate dei fascisti sparsi nel globo terracqueo. Le sanzioni annunciate dal tycoon mercoledì hanno scatenato turbolenze sui mercati mondiali e suscitato la condanna di altri leader che si trovano ad affrontare la fine di un’era di liberalizzazione commerciale che ha plasmato l’ordine globale per decenni. Trump ha dichiarato che avrebbe imposto una tariffa di base del 10 per cento su tutte le importazioni negli Stati Uniti e dazi più elevati su alcuni dei principali partner commerciali del Paese, colpendo prodotti che vanno dal caffè italiano di alta qualità al whisky giapponese , fino all’abbigliamento sportivo prodotto in Asia .
Di fronte a tariffe del 54 per cento sulle esportazioni verso gli Stati Uniti, la Cina, seconda economia mondiale, ha promesso di adottare contromisure, così come l’Unione Europea, mentre sia gli alleati che i rivali di Washington hanno criticato le mosse che temono possano infliggere un colpo devastante al commercio globale.Le azioni globali sono crollate e gli investitori hanno cercato rifugio in obbligazioni e oro. Secondo Fitch Ratings, i nuovi dazi statunitensi sono i più alti in più di un secolo.
Barclays e BofA Global Research hanno avvertito che l’economia statunitense corre un rischio maggiore di scivolare in recessione, mentre l’istituto di ricerca tedesco IW ha stimato che i dazi avrebbero fatto perdere all’economia dell’UE 750 miliardi di euro.

Ma come siamo arrivati a questo punto? E’ vero che le cose cambiano velocemente, ma c’è stato un tempo che la Columbia University non chiamava la polizia di New York per i suoi studenti, invitandoli a far volare i droni della polizia come fecero su Hamilton Hall quasi un anno fa, quando gli studenti che protestavano contro il genocidio di Israele a Gaza presero possesso dell’edificio, ribattezzandolo Hind’s Hall in onore di Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni che fu uccisa insieme alla sua famiglia nella loro auto, contro cui l’esercito israeliano sparò più di trecento colpi. Vestiti in tenuta antisommossa, la polizia usò pistole stordenti contro gli studenti, ne arrestò cento smantellando gli accampamenti. La Columbia ha un rapporto così buono con la polizia di New York che continuano a richiamarli nel campus, ogni giorno, in cambio di lauti finanziamenti.
Ma la domanda vera forse è chi comanda oggi, chi è così potente e feroce da far apparire Vladimir Putin come un boy scout. Se rivolgessimo la domanda su Elon Musk, descritto come il “presidente ombra” degli Stati Uniti sotto Trump, a Yanis Varoufakis, l’autore di “Tecnofeudalesimo: Cosa ha ucciso il capitalismo” ci sorprenderebbe:
“Penso che Musk sia il meno interessante e il meno influente dei signori della tecnologia. Peter Thiel è un individuo più pericoloso di Elon Musk… Lui [Thiel] vuole il capitalismo senza la democrazia, il che significa forse fascismo”.
Insomma, pare di capire che per questa gente “uguaglianza è la parola più potente e minacciosa nella lingua inglese”.

Appartenente al Partito Libertario, il fondatore di Paypal ha appoggiato Ron Paul alle elezioni presidenziali statunitensi del 2008 e Mitt Romney a quelle del 2012. Thiel è membro del comitato direttivo del gruppo Bilderberg, nel 2016 ha appoggiato la candidatura di Carly Fiorina nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Repubblicano ma – dopo l’esclusione di Fiorina – è diventato sostenitore di Donald Trump, partecipando anche alla Convention del Partito Repubblicano di luglio, dove, come delegato della California, ha preso la parola in un discorso in cui si dichiara «fiero di essere gay» e, al contempo, «fiero di essere repubblicano», aggiungendo che, secondo lui, l’America era in declino perché aveva perso di vista i grandi problemi. Il 15 ottobre 2016 Thiel annuncia una donazione di 1,25 milioni di dollari a sostegno della campagna presidenziale di Trump. Dopo l’elezione di Trump, è stato nominato membro della sua squadra di transizione dell’amministrazione Trump.
Ma non esiste solo Thiel. In una chiamata con gli investitori a febbraio, Alex Karp ha gridato eccitato , “Lo stiamo facendo!” con le braccia tese. “E sono sicuro che vi state divertendo tanto quanto me!” Circondato da adulatori sorridenti, il magnate della tecnologia in maglietta ha continuato: “Stiamo facendo centro… Stiamo dedicando la nostra azienda al servizio dell’Occidente e degli Stati Uniti d’America… [Siamo] qui per sconvolgere e… quando è necessario spaventare i nemici e, a volte, ucciderli”.
In qualità di CEO del gigante tecnologico Palantir, che ha co-fondato con Thiel e altri, più di due decenni fa, Karp fa parte di una nuova razza di miliardari della Silicon Valley che cercano di integrare le loro attività con il complesso militare-industriale americano, smantellando il governo e sostenendo la deregolamentazione dell’economia. Sebbene non sia ancora famoso quanto i suoi pari come Musk e Thiel, è altrettanto pericoloso.
Il boss di Palantir ha sostenuto prima le corse presidenziali di Joe Biden e poi di Kamala Harris, ma è diventato sempre più reazionario. L’anno scorso, ha detto che la consapevolezza è una “religione pagana” e un “pericolo” per l’America e lo stile di vita occidentale. È stato un ardente sostenitore del genocidio israeliano a Gaza, da cui Palantir ha tratto profitto. A un evento a marzo, ha detto : “Non credo che tutte le culture siano uguali”. A febbraio, Karp ha detto che Musk DOGE è una “rivoluzione” e “ad alcune persone verrà tagliata la testa”.
Palantir, lanciata oltre due decenni fa con finanziamenti iniziali dal ramo di capitale di rischio della CIA, è oggi un partner cruciale per le agenzie di difesa e di intelligence degli Stati Uniti. Con la crescita di Palantir, gran parte del suo business proveniva dall’FBI, dalla NSA e dalla CIA. Palantir collabora a stretto contatto con l’esercito per l’analisi dei dati, la sorveglianza, l’intelligenza artificiale e altro ancora. L’azienda tecnologica è stata completamente intrecciata nel tessuto delle operazioni di sicurezza nazionale americana.
Palantir ha svolto un ruolo cruciale anche nel massacro di palestinesi innocenti
E chi è responsabile dell’ascesa del fascismo?. Varoufakis la fa facile: “Il centro-sinistra. È stato il caso negli anni ’20 e ’30. È di nuovo il caso oggi”. A suo dire non mancano esempi di come i politici centristi abbiano creato “malcontento” tra i loro cittadini, incluso quando il presidente democratico degli Stati Uniti Barack Obama ha salvato Wall Street – non Main Street – nel 2009, nonostante le grandi banche avessero causato la crisi finanziaria e la Grande Recessione. Così negli Stati Uniti d’America. Da noi, in Europa altresì detta Stati Uniti d’Israele, la risposta la trovate – come diceva “Quelo” di Corrado guzzanti – dentro di voi, ma è, al solito, sbagliata.
Pino Boccaccio