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PORTOGALLO | Il socialista Seguro eletto presidente, sconfitta l’estrema destra di Ventura: “È la vittoria di tutti gli umanisti”

Il socialista António José Seguro ha vinto la corsa alla presidenza del Portogallo, sconfiggendo al ballottaggio il candidato dell’estrema destra André Ventura e riaffermando la tradizione del Paese di una leadership fondata sul consenso istituzionale, al termine di una campagna elettorale che è stata segnata da forti tensioni politiche.

Il candidato socialista ha centrato un successo storico, ottenendo il 66,8 per cento dei voti: il numero delle preferenze ha superato il record ottenuto nel 1991 da Mario Soares. Seguro si è imposto a Lisbona, Porto e nella città universitaria di Coimbra, mentre ha perso a Faro, Madeira e Portalegre.

Il voto all’estero ha premiato l’avversario, André Ventura, leader di Chega, lo schieramento di estrema destra populista: gli emigranti, paradosso che spiega tante cose, hanno sostenuto chi si batte in Portogallo contro l’immigrazione.

Seguro ha però compiuto l’impresa di riunire le forze democratiche, non solo quelle della sinistra. “Il nostro popolo è il migliore del mondo. Ha saputo compiere il suo dovere civico anche in condizioni di emergenza come quelle causate dalle tempeste che si sono abbattute nel Paese nelle ultime settimane”. Dopo il primo turno, il candidato socialista ha  raccolto il sostegno di settori dell’elettorato conservatore, confluiti su di lui per arginare l’avanzata dell’estrema destra.

Il grande sconfitto di questo voto è il premier Montenegro. Ha sbagliato la scelta del candidato di Allenza Democratica, Luis Manuel Marques Mendes, addirittura quinto nel turno del 18 gennaio. Ha gestito male le tre settimane che hanno preceduto il ballottaggio, chiudendosi nel silenzio e lasciando libero il suo elettorato di esprimersi tra Seguro e Ventura. Non è un caso se, nel messaggio di felicitazioni, Montenegro abbia subito strizzato l’occhio al nuovo presidente. Ventura è il suo vero nemico ed è scontato che il governo in carica, di centrodestra, dovrà fare i conti con l’aggressività del leader di Chega. Seguro potrà mediare, ma i poteri in una repubblica semipresidenziale sono limitati.

“La risposta data oggi dal popolo portoghese, il suo impegno per la libertà, la democrazia e il futuro del nostro Paese, mi hanno profondamente commosso e reso orgoglioso della nostra nazione”, ha dichiarato Seguro, 63 anni, parlando con i giornalisti dopo la diffusione delle proiezioni.

Nonostante il maltempo e le inondazioni che hanno colpito alcune aree del Paese negli ultimi giorni – costringendo diversi piccoli comuni a rinviare le operazioni di voto di una settimana – l’affluenza si è mantenuta sostanzialmente in linea con quella del primo turno del 18 gennaio.

Ventura, 43 anni, ex commentatore sportivo televisivo e leader del partito anti-immigrazione Chega, ha riconosciuto la sconfitta, ma ha rivendicato il risultato politico ottenuto.

“L’intero sistema politico, di destra e di sinistra, si è unito contro di me”, ha affermato parlando con i giornalisti a Lisbona. “Nonostante questo, credo che la leadership della destra sia stata definita oggi”. Pur fermandosi al ballottaggio, Ventura può contare su un consenso superiore a quello ottenuto dal suo partito alle elezioni legislative dello scorso anno, confermando la crescita dell’estrema destra nel panorama politico portoghese.

Seguro succede a Marcelo Rebelo de Sousa, conservatore, giunto al termine del suo secondo mandato, e diventa il primo capo dello Stato socialista in Portogallo dopo vent’anni. La presidenza della Repubblica è un ruolo in gran parte cerimoniale, ma dispone di poteri chiave, tra cui la facoltà di sciogliere il Parlamento e di porre il veto su alcune leggi.

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Secondo diversi analisti, l’ampio sostegno trasversale raccolto da Seguro, insieme all’elevato tasso di rifiuto di Ventura – stimato intorno ai due terzi dell’elettorato – potrebbe indicare che, anche in caso di successo futuro di Chega alle elezioni legislative, una possibile convergenza centrista renderebbe difficile l’accesso dell’estrema destra al governo.

Durante la campagna elettorale, Seguro si è presentato come il candidato di una sinistra “moderna e moderata”, pronta a svolgere un ruolo attivo di mediazione per prevenire crisi politiche e difendere i valori democratici.

Ha tuttavia avvertito che, se eletto, non promulgherà la proposta di riforma del mercato del lavoro del governo di minoranza senza un accordo preventivo con i sindacati, contrari a una revisione del codice del lavoro considerata favorevole ai datori di lavoro a scapito dei diritti dei lavoratori. Il governo sostiene invece che la riforma sia necessaria per rilanciare produttività e crescita economica.

Il Portogallo entra dunque in una nuova fase politica e sarà interessante verificare come cavalcheranno i socialisti il successo presidenziale dopo la sconfitta alle legislative del 2025. Il trionfo di Seguro è il segnale che il partito ha rialzato la testa. Il nuovo segretario, José Luìs Carneiro, ha lanciato un messaggio pieno di significati: “La vittoria di Seguro appartiene a tutti i democratici. E’ il trionfo della speranza sul risentimento, delle libertà, dei diritti e delle garanzie di tutti i cittadini, dei valori della Costituzione. Questo successo proviene da un ampio campo politico che va dall’estrema sinistra del Partito Socialista al centro-destra e alla destra democratica. È la vittoria di tutti gli umanisti”.

 

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