Politica

RIARMO | Trump ad Ankara per il vertice Nato: “Italia, Francia, Germania e Regno Unito non ci hanno aiutato. Con la Turchia ottimi rapporti”

Sull’Iran “la Germania ci ha voltato le spalle, l’Italia ci ha voltato le spalle, la Francia ci ha voltato le spalle”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel corso dell’incontro bilaterale con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan oggi ad Ankara, in occasione della prima giornata del vertice Nato che si tiene nella capitale turca. “Non abbiamo bisogno di aiuto a guerra finita”, ha detto Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti “ci sono sempre stati per loro”. Trump ha precisato che anche il premier del Regno Unito aveva promesso aiuto “a guerra finita”.

I RAPPORTI CON LA TURCHIA

“Fin dall’inizio abbiamo avuto un’ottima intesa e un eccellente rapporto. La Turchia è un Paese con una leadership importante. Dal punto di vista militare, molte persone non si rendono conto di quanto sia forte. Dispone di un grande esercito ed è un Paese che dev’essere preso seriamente in considerazione. L’aspetto migliore è che, grazie al rapporto tra noi, finora tutto è andato molto bene. Voglio semplicemente dire che nutro un grandissimo rispetto per il presidente Erdogan. Credo che questo sarà nell’interesse di tutti. Parleremo di commercio e di molte altre altre questioni. Affronteremo anche diversi altri temi, probabilmente anche la questione dell’Iran”, ha sottolineato Trump. “Abbiamo ottimi rapporti con la Turchia. Loro stanno facendo grandi cose e anche noi stiamo facendo grandi cose. Entrambi i nostri Paesi esercitano un’influenza molto significativa su queste questioni. Avremo molti incontri importanti ma soprattutto realizzeremo cose molto positive e importanti per i nostri Paesi”, ha aggiunto.

RETROSCENA

Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha ricevuto una delegazione bipartisan del Congresso americano guidata dalla senatrice Jeanne Shaheen, co-presidente del Senate Nato Observer Group. La missione statunitense parteciperà al forum sull’industria della difesa durante il summit e incontrerà il segretario generale Mark Rutte. Intanto la turca Aselsan, uno dei principali appaltatori delle Forze armate turche, è stata selezionata insieme ad Airbus, Lockheed Martin UK, Raytheon e Thales per la fase di studio del sistema Nato di difesa aerea terrestre modulare e inizierà nei prossimi mesi nuove consegne di sistemi Identification Friend or Foe (Iff) utilizzati per distinguere i mezzi alleati da quelli ostili o sconosciuti.

Il dossier più delicato resta però quello degli F-35. Secondo diversi analisti, il presidente americano Donald Trump potrebbe comunicare al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan la disponibilità degli Usa a riammettere la Turchia nel programma dei caccia, da cui Ankara era stata esclusa nel 2019 dopo l’acquisto dei sistemi antiaerei russi S-400. L’ostacolo principale resta il Congresso, perché la legge americana blocca la vendita dei caccia di quinta generazione ai paesi che possiedono sistemi d’arma russi. Tra le ipotesi discusse ci sarebbero il trasferimento degli S-400 a un paese terzo o la loro messa fuori uso. La riapertura americana rischierebbe inoltre di irritare Israele. Binyamin Netanyahu ha infatti dichiarato che “dare ad Ankara gli F-35 o i motori per i caccia altererebbe l’equilibrio di potere in Medio Oriente, che in ultima istanza è garantito dalla superiorità aerea israeliana”. Nel frattempo il vertice Nato di Ankara si apre nel segno del riarmo degli alleati, che Rutte ha definito “impressionante”: nel 2025 la spesa europea sarebbe aumentata di circa 90 miliardi di dollari, superando i 570 miliardi.

 

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