Gli Stati Uniti non hanno bloccato l’invasione di Gaza ma hanno fatto sapere al primo Ministro Benjamin Netanyahu che la responsabilità cadrà solo su di lui. C’è un dato però che gli Stati Uniti non potranno negare: “Il governo degli Stati Uniti sta pagando 1.500 dollari al giorno a una gang di motociclisti islamofobi per sparare ai palestinesi in attesa di cibo”, riportano fonti britanniche.
A darne notizia la BBC che ha identificato tre membri di spicco dell’Infidels MC che ricoprono anche ruoli di rilievo nell’operazione UGS a Gaza: Larry “J-Rod” Jarrett, pubblicamente nominato vicepresidente dell’Infidels MC e responsabile della logistica. Il tesoriere nazionale della gang, Bill “Saint” Siebe, a capo del team di sicurezza di uno dei quattro “siti di distribuzione sicuri” di GHF. Uno dei membri fondatori della gang, Richard “A-Tracker” Lofton, caposquadra di un altro sito di distribuzione.
Anche il 13 settembre questi gruppi hanno colpito a Gaza: 4 morti e 3 feriti hanno preso di di mira coloro che attendono aiuti a sud di Wadi Gaza, nella parte centrale del Paese.
I motociclisti anti-Islam americani sarebbero al soldo della controversa Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta da Stati Uniti e Israele, che gestisce la sicurezza nei suoi centri di soccorso, dove sono stati uccisi più di mille palestinesi. Secondo le ultime informazioni Gaza Humanitarian Foundation raccoglie i dati biometrici delle persone ad uso non ancora ben identificato.
I professori Richard Hil e Gideon Polya hanno sottolineato l’urgente appello di Ralph Nader per un resoconto accurato del “genocidio israeliano” a Gaza, sottolineando che, mentre i media tradizionali si basano sui dati del Ministero della Salute di Gaza, Nader stima che il bilancio delle vittime sia “più vicino alle 500.000” se “si basa su studi epidemiologici che considerano i decessi per ferite, traumi, mancanza di medicinali, acqua, cibo, riparo e altri beni di prima necessità”.
Qualche giorno prima dell’invasione di terra a Gaza City, on line un articolo di Gideon Polya e Richard Hil concludeva che “il bilancio effettivo delle vittime era di 680mila morti per violenza e privazioni imposte entro il 25 aprile 2025 (il 28 per cento della popolazione di Gaza prebellica di 2,4 milioni)”, di cui 136mila morti per violenza e 544mila per privazioni. Inoltre, dei 680mila morti, 380mila sono neonati sotto i cinque anni, 479mila bambini in totale, 63mila donne e 138mila uomini.
A riprova di questo elevato numero di morti arriva anche dall’ex capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, Herzi Halevi, che ha ammesso in un’intervista al Guardian che il numero di morti e feriti palestinesi a Gaza ha superato le duecentomila persone. Al momento non si ha alcuna conferma ufficiale di quanto ripotato dai media britannici.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio


