Economia

SINDACALE | Stellantis, Uilm chiede impegni concreti per Cassino, Termoli e l’indotto. Fiom: “Rassicurazioni basate sul nulla. Il governo si assuma la responsabilità di affrontare la crisi dell’automotive””

“I dubbi e le criticità del piano industriale presentato il 22 maggio sono tutti confermati”. Questo il giudizio della Fiom Cgil alla conclusione dell’incontro che si è tenuto oggi a Roma con il responsabile Europa di Stellantis Emanuele Cappellano.

Vertice che ha anticipato l’appuntamento di mercoledì 17 giugno in Parlamento dell’amministratore delegato Antonio Filosa, che sarà audito dalla Commissione Attività produttive della Camera. I sindacati hanno chiesto di poter partecipare all’audizione, ma la Commissione ha preso l’impegno per un successivo invito alle organizzazioni sindacali.

“Nessuna novità sostanziale è stata annunciata”, spiega il segretario nazionale Fiom Cgil Samuele Lodi: “Nemmeno per quanto riguarda lo stabilimento di Piedimonte San Germano (Cassino), che certamente è quello maggiormente in difficoltà e per il quale bisognerà attendere dicembre”.

Nessuna novità anche sul progetto della gigafactory di Termoli (Campobasso). “Sul tema della produzione di batterie – riprende il dirigente sindacale – anche nel medio termine non c’è alcuna possibilità del ripristino di un progetto in tal senso. Questa scelta è estremamente grave, soprattutto alla luce delle novità sulle e-car che interessano il nostro Paese e delle attuali produzioni di power train agli Stati Uniti”.

“Abbiamo l’impressione che questi manager vogliano portare rassicurazioni fondate però sul nulla, perché se andiamo a vedere il piano industriale che hanno presentato, per l’Italia c’è pochissimo “. Lo affermava stamattina il segretario generale della Fiom-Cgil di Torino, Edi Lazzi, a margine della manifestazione ‘Contro il declino industriale ed economico di Torino e del Piemonte’. E non sembra avesse torto stando ai risultati degli incontri che i vertici di Stellantis hanno avuto poche ore dopo ore a Roma.

La Uilm riconosce il tentativo di Stellantis di rimettere al centro anche la produzione italiana, ma chiede impegni più chiari e tempi certi. È questo il messaggio lanciato da Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e da Gianluca Ficco, segretario nazionale responsabile del settore auto, al termine dell’incontro tenuto oggi a Roma con i vertici europei del gruppo automobilistico.

La Uilm chiede a Stellantis impegni concreti per Cassino, Termoli e l’indotto
Il sindacato parla di un “evidente sforzo” da parte di Stellantis, ma sottolinea che il piano industriale deve essere completato con garanzie per tutti gli stabilimenti. Le priorità indicate sono tre: Cassino, Termoli e l’indotto. Per Cassino, spiegano Sperti e Ficco, serve una nuova missione produttiva capace di mettere in sicurezza il sito e allontanare definitivamente il rischio di chiusura.

Secondo la Uilm, la direzione del gruppo avrebbe confermato la volontà di trovare una soluzione per Cassino. Un impegno che il sindacato prende “estremamente sul serio”, chiedendo però che entro dicembre si trasformi in un piano operativo. Tra le ipotesi auspicate c’è l’assegnazione di modelli di alta gamma legati ai marchi più prestigiosi del gruppo, così da valorizzare anche brand che, secondo il sindacato, attendono un rilancio adeguato.

Altro nodo centrale è Termoli. Dopo il venir meno del progetto gigafactory, attribuito soprattutto al peso dei costi energetici, la Uilm accoglie positivamente l’arrivo del cambio Edct, ma chiede di andare oltre. Per Ficco e Sperti, lo stabilimento dovrebbe diventare il riferimento per il rilancio dei motori italiani destinati alle vetture ibride. Una scelta che, a loro giudizio, potrebbe sostenere anche i numerosi lanci attesi nei prossimi anni.

Resta poi aperta la questione dell’indotto, dove molte imprese vivono una fase di forte difficoltà. La Uilm chiede a Stellantis “responsabilità sociale” e al Governo un intervento concreto, a partire dal ripristino del fondo automotive.

Il sindacato riconosce una volontà di rilancio, ma avverte che il contesto resta complesso: livelli produttivi bassi, costi energetici elevati e politiche europee giudicate penalizzanti. Il confronto proseguirà il 14 luglio, quando tornerà a riunirsi il tavolo automotive.

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