Mondo

SUDAN 2024, un anno mortale in piena impunità internazionale

Il 2024 è stato un anno catastrofico per il popolo sudanese, segnato da una forte escalation di crimini e violazioni contro i civili nelle aree colpite dal conflitto armato. La guerra in corso, giunta ormai al 19° mese, ha causato un grave deterioramento delle condizioni umanitarie, rappresentando una palese violazione del diritto internazionale.

Nelle aree di conflitto in tutto il Sudan, in particolare nel Darfur e nel Kordofan, i civili sono stati sottoposti a esecuzioni sul campo, spostamenti forzati e carestia. I responsabili hanno commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità nel silenzio internazionale, consentendo la continuazione di queste violazioni, peggiorando la crisi umanitaria e aggravando la sofferenza di milioni di persone.

Si stima che in Sudan siano state uccise più di 130mila persone a causa del conflitto interno, sia direttamente che indirettamente, rendendolo uno dei conflitti più mortali al mondo in epoca moderna.

Oltre alle uccisioni deliberate di civili, le zone di conflitto in Sudan stanno assistendo a crimini orribili di fame contro circa 25 milioni di civili, tra cui donne e bambini. Il novantasette per cento della popolazione sudanese sta affrontando gravi livelli di fame, una cifra senza precedenti nella storia moderna. L’uso della fame come arma costituisce un crimine internazionale completo che richiede responsabilità e azione internazionale.

Inoltre, l’ostruzione deliberata degli aiuti umanitari viene utilizzata come metodo sistematico per imporre la fame ai civili. Questi civili stanno affrontando gravi difficoltà nell’accesso e nella ricezione degli aiuti, il che aggrava ulteriormente le loro sofferenze. Sono state documentate gravi violazioni contro gli operatori umanitari, tra cui uccisioni, rapimenti e intimidazioni, volte a interrompere il loro lavoro e impedire che gli aiuti raggiungano i civili. Ciò costituisce una grave violazione delle norme internazionali concepite per proteggere gli operatori umanitari e di soccorso.

Euro-Med Human Rights Monitor sottolinea che queste violazioni, tra cui uccisioni deliberate, fame, detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, torture e trattamenti disumani, costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Anche i civili sudanesi stanno affrontando ripetuti spostamenti forzati, costretti ad abbandonare le loro aree sotto la minaccia di morte e rapimento. I civili, tra cui donne e ragazze, sono sottoposti a detenzione arbitraria senza fondamento legale, con fonti delle Nazioni Unite che segnalano oltre 1.140 casi di detenzione arbitraria di civili a metà anno, tra cui almeno 162 donne e 87 bambini.

Nonostante la situazione orribile che i civili stanno affrontando in Sudan, donne e bambini, in particolare le bambine, si trovano nelle condizioni più pericolose e vulnerabili. Donne e bambine in Sudan sono sottoposte a stupro, violenza sessuale e persino schiavitù sessuale, che sono gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità, poiché sono commessi come parte di un attacco diffuso contro i civili in Sudan.

Il Monitor invita le Nazioni Unite ad adottare misure urgenti per porre fine alle ostilità in Sudan da parte di tutte le parti in conflitto, prevenire ulteriori crimini e proteggere i civili, anche tramite l’impiego di forze di mantenimento della pace per fornire una protezione efficace e garantire la stabilità nel Paese.

Sollecita inoltre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad ampliare la giurisdizione della Corte penale internazionale per includere tutto il territorio del Sudan, per garantire giustizia e responsabilità per tutte le violazioni commesse. Inoltre, l’Euro-Med Human Rights Monitor chiede di rafforzare e sostenere il lavoro della Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti sul Sudan per raccogliere prove, documentare le violazioni e spianare la strada per ritenere i responsabili responsabili e rendere giustizia alle vittime.

Euro-Med Human Rights Monitor invita gli Stati a imporre immediatamente un embargo completo sulle armi a tutte le parti in conflitto e ad astenersi dal fornire loro qualsiasi tipo di supporto, compresa l’assistenza di intelligence, finanziaria e logistica.

L’organizzazione sollecita inoltre la comunità internazionale a garantire la consegna e la distribuzione immediate ed efficaci di aiuti umanitari per soddisfare le esigenze dei civili colpiti e alleviare le loro sofferenze. Chiede il rapido ritorno alle proprie case degli individui sfollati con la forza e chiede pieno supporto per le vittime, in particolare per coloro che hanno subito stupri e altre forme di violenza sessuale. Inoltre, il Monitor sottolinea la necessità di utilizzare tutti i mezzi disponibili per garantire la responsabilità e l’azione penale dei responsabili di questi crimini sia nelle corti internazionali che in quelle nazionali, fornendo giustizia e risarcimento alle vittime.

Iscriviti per ricevere gli ultimi articoli pubblicati su Fotosintesi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Condividi