In media tra le persone in divisa avviene un suicidio ogni cinque giorni; anche se il numero effettivo potrebbe essere più alto, perché circa il 30 per cento non viene pubblicato su fonti aperte, spesso per la volontà dei famigliari di tenere riservato il fatto. Quello scoperto stamani è il quarantesimo tra gli appartenenti alle forze dell’ordine avvenuto nel 2025. A tenere il bilancio è l’Osservatorio suicidi in divisa (OSD). Nel 2024 sono stati cinquanta.
Un carabiniere di 31 anni originario di Laterza si è suicidato stamani nella caserma di Tursi (Matera) dell’Arma, dove prestava servizio. Secondo quanto si è appreso, l’uomo si è sparato un colpo di pistola. Indagini sono in corso da parte dei colleghi del Comando provinciale di Matera.
Il sindaco di Tursi Salvatore Cosma ha espresso il proprio cordoglio sui social: “Oggi la nostra comunità è stata colpita da una notizia che mai avremmo voluto ricevere – scrive -. La scomparsa del maresciallo Marco Lomagistro, giovane comandante della stazione dei carabinieri di Tursi, un punto di riferimento per tanti cittadini e un esempio di dedizione, correttezza e senso del dovere. La sua morte rappresenta una perdita gravissima per l’arma dei Carabinieri e per il nostro territorio”. Il giorno dei funerali sarà dichiarato il lutto cittadino sia nel comune di Tursi che a Laterza.
La piaga dei suicidi tra le forze dell’ordine è un fenomeno silenzioso ma pervasivo: tra di loro c’è un suicidio ogni cinque giorni, quasi il doppio rispetto al resto della popolazione. Dietro i numeri e le considerazioni generali, ci sono però le storie particolari degli uomini e delle donne in divisa che si sono tolti la vita. Le più colpite sono l’Arma dei carabinieri e la Polizia di Stato. Non a caso è in corso l’iter per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno dei suicidi tra i componenti delle Forze di polizia, come indicato dal disegno di legge S.1549 del 19 giugno 2025, iniziativa della parlamentare Gabriella Di Girolamo (M5S).
Nella proposta di legge presentata dai parlamentari d’opposizione, il 29 novembre 2023, si legge:
Il numero di agenti di polizia morti per suicidio è più del triplo rispetto a quelli feriti a morte nell’esercizio delle loro funzioni. Ad esempio, nel 2022, gli agenti che avevano un’età compresa tra i 45 e i 64 anni nell’88 per cento dei casi hanno utilizzato l’arma di ordinanza per uccidersi. Una situazione tragica, che però non trova molto spazio sui mass media e nel dibattito pubblico. Analizzare le cause di un suicidio non è mai semplice, poiché le variabili da prendere in considerazione sono tante e ogni persona ha una storia e un vissuto diversi, che possono incidere sul singolo caso.
Come spiegano gli esperti, ci sono però alcuni elementi ricorrenti nei suicidi tra le persone in divisa, come il forte stress psicofisico a cui sono sottoposte per via del lavoro particolare che svolgono.
Gli agenti di polizia, ad esempio, assistono a circa duecento eventi critici nell’arco della loro attività. Questa costante esposizione a situazioni tragiche, cruente o pericolose può portarli a dover elaborare, con maggiore frequenza rispetto alle persone comuni, diversi traumi in un arco di tempo ristretto. Non a caso, il tasso di depressione per questa categoria è cinque volte superiore a quello della popolazione civile. Una condizione delicata che, per questo, andrebbe monitorata periodicamente.
A queste problematiche si deve sommare un forte senso del dovere e un sistema di regole ferree, fatte anche di punizioni e di gerarchie da rispettare, che appesantiscono una situazione già di per sé molto delicata e complessa. Il silenzio e la mancanza di dati ufficiali non fanno che aggravare il dolore, nascondendo la vera entità di una crisi che richiede trasparenza e comprensione.




