Cultura

Un mondo migliore è possibile con l’agroecologia

Si chiama CHANGE-UP il progetto focalizzato sui temi dell’agroecologia e della sostenibilità nell’area mediterranea risultato vincitore nell’ambito del programma europeo “PRIMA – Initiative Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area”, che vede in campo Italia, Francia, Algeria, Tunisia e Marocco ed è coordinato dall’Università di Parma. L’ente finanziatore per i partner italiani (Università di Parma e CREA) è il MUR che per le attività assegnerà all’Università di Parma circa 380mila euro. Coordinatore del Progetto Internazionale e Responsabile Scientifico per l’Ateneo è Gianni Galaverna, ordinario di Chimica degli Alimenti al Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco. Nel progetto sono coinvolti altri 3 centri di ricerca europei – CREA (Italia), CNRS e CIRAD (Francia) – e 3 centri di ricerca del Nord-Africa: INRAA (Algeria), INRAT (Tunisia) e FPL-UAE (Marocco).

L’obiettivo di “CHANGE-UP – Innovative agro-ecological APProaches to achieving resilience to climate CHANGE in Mediterranean countries” è ridisegnare sistemi agricoli innovativi per l’area mediterranea più resilienti ai cambiamenti climatici e in grado di affrontare e superare eventi avversi e imprevedibili, garantendo al contempo la sicurezza alimentare e il reddito sostenibile degli agricoltori e promuovendo un uso più sostenibile ed efficiente delle risorse naturali per preservare l’integrità degli agroecosistemi. Tutto questo è particolarmente urgente considerando le implicazioni socioeconomiche dei cambiamenti climatici attuali e futuri quali la povertà, l’insufficiente disponibilità di alimenti e i fenomeni migratori ad esse connessi.

CHANGE-UP – spiega l’Università di Parma – implementerà un quadro sperimentale per testare, nei paesi del bacino del Mediterraneo, sistemi di coltivazione di cereali innovativi, meno esigenti in termini di risorse e basati sulla promozione della biodiversità, più resistenti ai vincoli ambientali e all’imprevedibilità dei cambiamenti climatici, considerando attentamente le catene del valore e le politiche agricole dei vari paesi. La strategia tecnologica prevede l’integrazione delle popolazioni evolutive di cereali (EP – orzo, frumento tenero, grano duro, triticale) in rotazione colturale con una gamma di leguminose e di nuovi grani perenni (NPG, linee di grano perennante, in grado di ricrescere autonomamente per alcuni anni dopo la prima semina).

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