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VENEZUELA | Un mese dopo il terremoto, migliaia di persone vivono ancora tra le macerie

A un mese dal terremoto che il 24 giugno ha devastato il Venezuela, migliaia di persone continuano a vivere tra macerie, tende e paura. Il bilancio ufficiale è salito a 5.398 morti e 16.740 feriti. Gli sfollati sono 17.907, mentre 6.462 persone sono state salvate dalle macerie. La distruzione ha colpito duramente La Guaira e Caracas: 190 edifici sono crollati e oltre 895 strutture, tra scuole, ospedali e infrastrutture pubbliche essenziali, hanno riportato gravi danni.

A Maiquetía circa tremila persone dormono ancora sui marciapiedi davanti a edifici dichiarati inagibili. Una situazione analoga si registra lungo Avenida Bolívar, a Caracas, dove migliaia di sfollati vivono senza un riparo stabile né servizi essenziali. I bisogni più urgenti riguardano acqua potabile, assistenza sanitaria, protezione e salute mentale.


Held up only by a surviving flight of stairs, a heavily damaged building teeters on the brink of collapse in La Guaira, Venezuela, on July 21, 2026. Hundreds of other structures in the area remain in a similarly vulnerable position, leaving them on the verge of falling

Medici Senza Frontiere (Msf) gestisce quattro cliniche mobili – tre a La Guaira e una a Caracas – che nell’ultimo mese hanno effettuato 2.217 consulti medici. Sono stati inoltre realizzati 113 interventi individuali per la salute mentale, 323 sessioni di sostegno psicologico di gruppo e 1.402 attività di psicoeducazione.

Le équipe di Msf hanno installato un serbatoio da 5.000 litri a Playa Verde, avviato la clorazione continuativa di quattro principali punti di distribuzione dell’acqua e distribuito 5.000 bottiglie di acqua potabile alle famiglie costrette a vivere in strada. Nell’ultimo mese sono state donate circa 8,5 tonnellate di forniture mediche di emergenza, sufficienti a sostenere le cure di circa diecimila pazienti.

Secondo Msf, “molte persone continuano a vivere davanti alle proprie case danneggiate, senza sapere se potranno mai tornarvi. Dopo aver perso tutto, affrontano ogni giorno anche il peso di un trauma che rischia di accompagnarle a lungo”.


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