Il corteo lo racconteremo camminandoci dentro
Il 17 ottobre saremo a Roma. Fotosintesi.info aderisce alla manifestazione nazionale promossa dalla Cgil insieme alle oltre cento associazioni e realtà della società civile della Via Maestra.
Aderiamo perché ci sono la pace contro l’economia di guerra, il salario contro la precarietà, il welfare pubblico, la progressività fiscale, la transizione ecologica, la lotta alle disuguaglianze, la difesa della Costituzione e della partecipazione democratica. Sono le ragioni indicate dalla Via Maestra. Ma noi in quella piazza porteremo anche qualcosa di nostro.
C’è poi una questione che tiene insieme tutte le altre: la democrazia. La Via Maestra parla apertamente di una «torsione autoritaria» e di una progressiva verticalizzazione del potere in Italia, in Europa e nel mondo. Il 17 ottobre si manifesterà anche contro l’autonomia differenziata e la controriforma elettorale, dopo le battaglie contro il premierato e contro gli interventi sull’ordinamento giudiziario che investono l’indipendenza della magistratura.
Anche qui porteremo qualcosa di nostro. La Costituzione non è un santino da aggiungere agli altri. È uno strumento ancora vivo finché serve a distribuire potere, garantire diritti, limitare chi governa e permettere a chi non governa di continuare a parlare, informare, dissentire e organizzarsi.
Porteremo la questione morale. Non come vecchio arnese della politica italiana, ma come pretesa elementare che chi amministra denaro e potere pubblici risponda delle proprie decisioni, dei propri interessi e dei propri rapporti. La corruzione non ruba soltanto soldi: decide quali ospedali non vengono costruiti, quali scuole cadono a pezzi e quali diritti rimangono sulla carta.
Porteremo la salute, compresa quella mentale. Un servizio sanitario pubblico nel quale il luogo in cui nasci non stabilisca quanto devi aspettare per una diagnosi, se troverai uno psicologo, uno psichiatra, un neuropsichiatra infantile o un posto letto. E nel quale la salute non diventi progressivamente una merce disponibile in proporzione al conto corrente.
Porteremo l’uguaglianza. Non quella delle dichiarazioni solenni, ma quella che si misura nella busta paga, nell’accesso alle cure, nella scuola, nella casa, nelle carceri, nella possibilità di essere cittadino anche quando sei povero, straniero, fragile o semplicemente nato dalla parte meno fortunata della città.
Porteremo i diritti umani senza passaporto. Non esistono bombe democratiche, bambini geopoliticamente meno importanti di altri, torture accettabili perché praticate da un alleato e crimini più sopportabili perché commessi dalla parte che abbiamo deciso di sostenere. Non abbiamo nemici, in nessun campo. E non avere nemici non significa rinunciare alla giustizia: significa pretenderla per tutti.
Ma soprattutto porteremo la trasformazione culturale. Perché non basta cambiare governi, maggioranze o leggi se rimangono identici i rapporti di potere, l’idea del successo, il rapporto tra uomini e donne, il modo di guardare lo straniero, la fragilità, la malattia mentale, la diversità.
Trasformare significa anche liberarsi dall’idea che competere, possedere e dominare siano caratteristiche inevitabili dell’essere umano. Significa avere il coraggio di abbandonare il logos occidentale quando pretende di essere l’unico modo possibile di pensare l’essere umano; liberarsi dalle credenze religiose quando diventano verità imposte, dai santini e dalle lugubri tradizioni che continuano a chiedere al presente di inginocchiarsi davanti al passato.
Significa lasciare tutte le valigie nelle vecchie case ormai sgarupate, insieme alle fotografie di san Tommaso, Aristotele, sant’Agostino, Plauto, Nietzsche, Heidegger e anche Basaglia. Non bruciarle, non cancellarle, non fingere che non siano esistiti: smettere di abitarci dentro. Studiare il passato senza diventarne prigionieri. Cercare nel presente qualcosa di concreto che ancora non sappiamo riconoscere, ma riusciamo a immaginare, perché è la ricerca continua a darci speranza.
Trasformare significa aprire le finestre. Significa tornare a respirare.
La transizione ecologica viene da qui. Non qualche pannello solare appeso a un’economia rimasta identica, ma un cambiamento concreto di produzione, energia, mobilità, agricoltura e città. La crisi climatica è inseparabile dalla questione sociale: chi ha meno denaro abita più spesso nelle case peggiori, respira l’aria peggiore e possiede meno strumenti per difendersi dal caldo, dalle alluvioni e dall’aumento dei prezzi.
E da qui viene la ricerca scientifica. Più laboratori, università e ricercatori e meno miliardi consegnati alla corsa agli armamenti. La scienza deve poter cercare anche ciò che non produce immediatamente un brevetto, un’arma o un dividendo. E deve essere libera dal potere politico come da quello economico: perché senza ricerca indipendente anche la libertà di scegliere diventa un’illusione.
La trasformazione riguarda anche il rapporto tra uomini e donne. Perché la libertà delle donne non si esaurisce nella parità salariale e la violenza maschile non nasce il giorno dell’omicidio. C’è un problema culturale, affettivo e relazionale che riguarda anche gli uomini: l’onnipotenza, l’impotenza, il possesso, il delirio dell’abbandono, l’incapacità di riconoscere l’autonomia dell’altra persona e di costruire rapporti fondati sull’uguaglianza.
Sull’amore.
E riguarda l’informazione indipendente. Quella che controlla il potere anche quando il potere è amico, che distingue una notizia da un comunicato stampa e che non cambia vocabolario a seconda della nazionalità del morto. In un tempo nel quale governi, lobby, grandi piattaforme e apparati economici investono enormi risorse per orientare il racconto della realtà, il diritto a essere informati è diventato esso stesso un pezzo della democrazia.
Per questo il 17 ottobre saremo in piazza.
Non per consegnare alla Cgil le chiavi di Fotosintesi.info. Continueremo a fare quello che deve fare un giornale: controllare anche il sindacato, criticarlo quando serve, verificare quello che dice e non confondere mai un comunicato con una notizia.
Aderire significa un’altra cosa. Significa riconoscere che esistono momenti nei quali stare soltanto sul marciapiede a descrivere il corteo non basta.
Il 17 ottobre il corteo lo racconteremo camminandoci dentro.
DOVE E QUANDO
La manifestazione nazionale della Via Maestra si terrà sabato 17 ottobre a Roma. Al momento in cui scriviamo non sono stati ancora comunicati ufficialmente luogo e orario del concentramento, percorso del corteo e piazza conclusiva. Aggiorneremo queste informazioni appena saranno rese disponibili dagli organizzatori.
SIAMO VECCHIA STAMPA
Crediamo ancora in un giornalismo che cerca, verifica, disturba e ascolta. Fotosintesi.info è gratuito e non dipende da partiti. Se vuoi sostenerci: serviziofotosintesi@gmail.com
CONDIVIDERE È INFORMARE
I testi originali pubblicati da Fotosintesi.info possono essere riprodotti e condivisi, integralmente o in parte, a condizione che siano indicati l’autore e la fonte Fotosintesi.info.








