La Nigeria ha confermato un caso di Ebola ad Abuja: una donna arrivata dall’Uganda, con un precedente viaggio nella Repubblica democratica del Congo. Le autorità hanno individuato quarantaquattro contatti e avviato il tracciamento per impedire nuove trasmissioni. Anche l’Oms conferma il caso importato di malattia da virus Bundibugyo.
Il passaggio rilevante è il tempo trascorso prima della diagnosi. Secondo la ricostruzione di Reuters, la donna è arrivata il cinque ottobre, ha manifestato i primi sintomi il sette e si è rivolta a un ospedale privato l’undici, con disturbi inizialmente ricondotti alla malaria. Il test per Ebola è arrivato il diciannove ottobre. La paziente è ora isolata e riceve cure.
L’Uganda precisa di non avere casi attivi e richiama il precedente soggiorno della donna in Congo. L’origine esatta dell’esposizione resta da chiarire: il Paese di provenienza del volo non dimostra dove sia avvenuto il contagio.
L’epidemia da Bundibugyo, dichiarata a maggio nella Repubblica democratica del Congo, si sviluppa in territori segnati da insicurezza, crisi umanitaria e intensi spostamenti della popolazione. Per questo virus non sono disponibili vaccini o trattamenti specifici approvati; sono in corso sperimentazioni.
Ad Abuja la priorità è ora ricostruire i contatti della paziente e riconoscere eventuali nuove infezioni. La prima linea passa dagli ospedali: diagnosi tempestive, isolamento e protezione del personale sanitario.
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