Mondo

Gaza, raid israeliano su una scuola-rifugio. Tra le decine di vittime anche un bambino bruciato vivo

A Gaza i civili palestinesi continuano a morire sotto i raid di Tel Aviv. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, le forze israeliane hanno colpito una scuola-rifugio a Gaza City scatenando un incendio che ha ucciso almeno dieci persone. Tra le vittime anche un bambino bruciato vivo.

Nelle ultime ore, gli attacchi si sono fatti incessanti. Nei recenti attentati israeliani sono morti almeno 32 palestinesi, è stato danneggiato l’ospedale pediatrico di El Dorra a Gaza City e sono stati distrutti i bulldozer utilizzati nelle operazioni di salvataggio in tutta la Striscia. I soccorritori hanno fatto sapere di essere sopraffatti dalla portata degli attacchi e di non essere in grado di raggiungere le persone intrappolate a sud di Gaza perché l’esercito israeliano ha creato delle aree off-limits.


Secondo Reuters e AFP, una delegazione di alto livello di Hamas è in viaggio verso il Cairo per riprendere i negoziati per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio dei prigionieri israeliani.

I colloqui si svolgono in un momento di stallo, con Hamas che chiede la cessazione definitiva dei combattimenti, mentre Israele continua a premere per una tregua temporanea e il disarmo del gruppo, condizioni che Hamas rifiuta.

Fonti citate da Reuters affermano che la nuova proposta include una possibile tregua di cinque-sette anni dopo la liberazione di tutti i prigionieri. L’AFP riferisce che la delegazione, guidata da Khalil al-Hayya, incontrerà funzionari egiziani per discutere “nuove idee” per porre fine alla guerra.


L’esercito israeliano sta radendo al suolo i terreni agricoli appena fuori la città palestinese di Tulkarm, in Cisgiordania, hanno affermato martedì i funzionari della città di Tulkarm.

“L’esercito di occupazione ha rafforzato la sua presenza militare attorno ai campi profughi di Tulkarem e Nur Shams e ha esteso le operazioni di spianamento per includere terreni agricoli adiacenti al cancello dell’insediamento di Netzanei Oz, a ovest della città”, si legge nella dichiarazione.

“L’esercito di occupazione continua la sua diffusa aggressione alla città di Tulkarem e al suo accampamento per l’86° giorno, e all’accampamento di Nour Shams per il 73° giorno consecutivo”, si legge nella dichiarazione.

Secondo quanto affermato dalle autorità, ci sono ora almeno 25 mila palestinesi sfollati da entrambi gli schieramenti dopo che l’esercito israeliano ha confiscato le loro case e ne ha trasformate alcune in caserme militari.



Centinaia di studenti si sono radunati al Beinecke Plaza di Yale per protestare contro l’apparizione programmata del ministro della Sicurezza nazionale israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir allo Shabtai, una società ebraica situata vicino al campus.

Circa duecento studenti hanno allestito otto tende e hanno scandito lo slogan “Non ci fermeremo, non ci fermeremo. Divulgate, disinvestite”, esortando l’università a prendere posizione contro la guerra di Israele a Gaza. Ben-Gvir, che ha pubblicamente chiesto l’espulsione dei palestinesi da Gaza, è alla sua prima visita negli Stati Uniti da quando è diventato ministro.

La folla si è dispersa martedì sera, ma gli organizzatori hanno promesso di tornare più tardi oggi. (middleeasteye)



Il governo israeliano censura i post di condoglianze per la morte di Papa Francesco dalle ambasciate di tutto il mondo, innescando la reazione dei diplomatici. La notizia, ripresa dai media ebraici, farebbe anche il paio con lo strano ‘silenzio’ del primo ministro Netanyahu sulla scomparsa del Pontefice.

IL FATTO

Il ministero degli Esteri israeliano ha dato la direttiva di cancellare i post di condoglianze per la morte di Papa Francesco delle ambasciate israeliane in tutto il mondo. I tweet finiti nel mirino del ministro Gideon Sa’ar sarebbero quelli riportati dai diplomatici sugli account ufficiali della piattaforma X di diverse missioni israeliane in tutto il mondo in cui apparivano parole simili: Riposa in pace, Papa Francesco. Che la sua memoria sia una benedizione”. Non solo: agli ambasciatori è stato successivamente intimato di non firmare libri di condoglianze presso le ambasciate vaticane in tutto il mondo.

LE RIMOSTRANZE DEI DIPLOMATICI PER I “DANNI DI IMMAGINE A ISRAELE”

Yedioth Ahronot, quotidiano nazionale israeliano, riferisce che molti membri del corpo diplomatico temono che l’incidente potrebbe causare danni profondi e duraturi. “Non è solo che non abbiamo espresso le nostre condoglianze: le abbiamo cancellate di proposito. La situazione è brutta. Molto brutta”.
Secondo quanto riportato dalla testata israeliana, per tutta risposta, alcuni diplomatici, in particolare dei Paesi cattolici, hanno espresso la loro contrarietà nei gruppi WhatsApp interni al ministero degli Esteri e messo in guardia così dal fatto che una tale iniziativa avrebbe potuto danneggiare seriamente l’immagine di Israele, in particolare tra le centinaia di milioni di fedeli cattolici in tutto il mondo. “Abbiamo cancellato un semplice e innocente tweet che esprimeva le condoglianze di base, chiaramente a causa delle critiche del Papa a Israele per la guerra a Gaza”, avrebbe scritto un diplomatico. “Quando abbiamo chiesto chiarimenti- avrebbe riferito un altro diplomatico- ci è stato detto che la questione era ‘in fase di revisione’. Non è abbastanza, non per noi e certamente non per il pubblico che rappresentiamo”.

IL MINISTERO DEGLI ESTERI: “TWEET PUBBLICATI PER ERRORE”

Sulla vicenda la testata riferisce anche i commenti che, al contrario, difendono la posizione governativa. Così un alto funzionario del Ministero degli Esteri avrebbe infatti risposto: “Il tweet è stato pubblicato per errore. Abbiamo risposto alle dichiarazioni del Papa contro Israele durante la sua vita e non lo faremo dopo la sua morte. Rispettiamo i sentimenti dei suoi seguaci”. O ancora, l’ex ambasciatore israeliano in Italia, Dror Eydar, ha affermato che Israele non dovrebbe inviare un rappresentante al funerale del Papa, sostenendo che Papa Francesco “ha alimentato l’antisemitismo” durante la guerra.

IL RICONOSCIMENTO DEL PRESIDENTE HERGOZ: “HA DEDICATO LA VITA A INVOCARE LA PACE”

Fa da contraltare la dichiarazione del presidente i Israele Isaac Herzog, che anche dai social ha espresso le sue condoglianze al mondo cattolico e ha espresso la speranza che “la sua memoria possa ispirare atti di gentilezza e speranza per l’umanità”. Non solo ha riconosciuto i meriti di Papa Francesco nel ricercare e richiedere la pace: “Sua Santità Papa Francesco. Uomo di profonda fede e sconfinata compassione, ha dedicato la sua vita a sollevare i poveri e a invocare la pace in un mondo travagliato. Giustamente, ha attribuito grande importanza al rafforzamento dei legami con il mondo ebraico e alla promozione del dialogo interreligioso come via verso una maggiore comprensione e rispetto reciproco”, ha scritto infatti. E non solo: “Spero davvero- si è infine augurato- che le sue preghiere per la pace in Medio Oriente e per il ritorno sano e salvo degli ostaggi trovino presto risposta. Nessun commento né parola profferita o scritta infine da parte del primo ministro Netanyahu.

E L’AMBASCIATORE D’ISRAELE IN ITALIA FA LE CONDOGLIANZE A CIRIELLI

Curiosità: nel profilo social ufficiale dell’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, appaiono parole di condoglianze per la scomparsa di Papa Francesco a margine del post di commento sull’incontro con il vice ministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli. Ecco cosa ha scritto: “È stato per me un onore incontrare il Vice Ministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli. L’ho ringraziato per la sua amicizia di lunga data verso Israele e rimarcato il valore strategico delle relazioni tra Roma e Gerusalemme. Ho quindi colto l’occasione- infine- per esprimere al Vice Ministro le mie condoglianze per la scomparsa di Papa Francesco”. (Dire)




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