Nove persone sono state uccise in un attacco russo a Ternopil, nell’Ucraina occidentale, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky. Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Zelensky, la Russia ha attaccato questa mattina presto con 470 droni e 48 missili di vario tipo, danneggiando impianti energetici e altre infrastrutture civili in una dozzina di regioni e uccidendo nove civili nella regione di Ternopil.
In un post sul suo canale Telegram, il presidente ucraino ha anche fatto riferimento alle conseguenze del bombardamento sulla città di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale, dove sono state danneggiate infrastrutture energetiche e di trasporto. Infrastrutture energetiche sono state colpite anche nella regione di Ivano-Frankivsk, dove tre persone sono rimaste ferite, e a Leopoli. Entrambe si trovano nell’Ucraina occidentale. Zelensky ha affermato che questo ultimo attacco dimostra che “la pressione sulla Russia non è sufficiente” e ha chiesto ulteriori sanzioni contro il Cremlino e ulteriori aiuti all’Ucraina per proteggersi dai bombardamenti nemici.
La polizia regionale ha riferito che questo “attacco massiccio” con droni ha colpito due distretti della città di Kharkiv, capoluogo della regione omonima, e ha causato danni a “più di dieci edifici residenziali”. Le forze dell’ordine hanno inoltre registrato “36 feriti, inclusi bambini”, secondo un messaggio sulla piattaforma Telegram. Il governatore Oleg Sinegubol ha denunciato che le forze russe hanno lanciato 19 droni contro quella città vicino al confine, la seconda più popolosa del paese prima dell’invasione lanciata da Mosca nel febbraio 2022. “Un edificio di nove piani è stato colpito e ha preso fuoco”, ha detto.
Allerta nazionale e appello alla cautela
In mattinata, tutta l’Ucraina era in allerta aerea. Le autorità di diverse città dell’ovest del paese hanno chiesto ai loro cittadini di muoversi con cautela. Il sindaco di Leopoli ha esortato i residenti: “Il nemico sta attaccando l’Ucraina occidentale con droni. Non ignorare l’allarme! Restate nei rifugi”. Questa richiesta di prudenza è particolarmente significativa, dato che la regione di Leopoli è stata storicamente meno colpita dal 2022.
Contesto geopolitico e intensificazione degli attacchi
L’attacco avviene mentre il presidente Volodymyr Zelensky è impegnato in una tournée europea volta a raccogliere sostegno per le sue forze armate. Parallelamente, la Russia ha notevolmente intensificato i suoi attacchi quotidiani utilizzando droni e missili, mirando specificamente alle infrastrutture energetiche ucraine negli ultimi mesi. Questa strategia alimenta seri timori di un inverno rigido e difficile per la popolazione ucraina.

L’amministrazione Trump sta lavorando in modo riservato a un nuovo piano per fermare la guerra in Ucraina, coinvolgendo attivamente la Russia nella fase di consultazione. Lo hanno riferito funzionari statunitensi e russi ad Axios, sottolineando come l’iniziativa nasca dopo i recenti sviluppi diplomatici su Gaza, considerati dalla Casa Bianca un modello esportabile.
Il progetto statunitense, articolato in 28 punti, affronta quattro aree principali: la pace in Ucraina, le garanzie di sicurezza, il quadro più ampio della sicurezza europea e il futuro delle relazioni tra Washington, Mosca e Kiev. Restano però nodi irrisolti, a partire dal controllo dei territori occupati dai russi nell’est del Paese, dove Mosca ha guadagnato terreno ma senza ottenere quanto reclamato dal Cremlino.
A coordinare i lavori per conto di Donald Trump è Steve Witkoff, che sta portando avanti i negoziati con l’inviato russo Kirill Dmitriev, figura centrale del fondo sovrano di Mosca e già coinvolto nelle trattative diplomatiche sull’Ucraina. Dmitriev, in un’intervista rilasciata ad Axios, ha riferito di aver trascorso tre giorni a Miami con Witkoff tra il 24 e il 26 ottobre, definendo l’atmosfera costruttiva e sottolineando come questa volta, a differenza dei tentativi precedenti, “la posizione russa venga realmente ascoltata”.
Sul fronte ucraino, la cautela resta alta. Witkoff aveva programmato un incontro in Turchia con il presidente Zelensky, poi rinviato. Tuttavia il piano è stato illustrato al consigliere per la sicurezza nazionale Rustem Umerov in un recente colloquio a Miami. “Sappiamo che gli americani stanno lavorando a qualcosa”, ha confermato una fonte di Kiev. Da Washington, un funzionario della Casa Bianca insiste sulla volontà di Trump di mettere fine al conflitto: “È il momento di fermare le uccisioni e raggiungere un accordo, se tutte le parti saranno disposte a una certa flessibilità”.
L’idea di fondo si basa sui principi discussi da Trump e Putin durante l’incontro in Alaska ad agosto, ampliati ora in una cornice più estesa che punta a ristabilire i legami tra USA e Russia e a rispondere alle richieste di sicurezza avanzate da Mosca. Dmitriev ha spiegato che l’obiettivo è produrre una proposta scritta prima del prossimo, ancora ipotetico, vertice tra i due leader, che potrebbe tenersi a Budapest.
Mosca prende le distanze dai tentativi paralleli del Regno Unito di definire un piano alternativo, giudicato inefficace perché ritenuto poco attento alle posizioni del Cremlino. Nel frattempo, la Russia dichiara di rafforzare la propria influenza sul campo e nell’arena internazionale, un elemento che potrebbe condizionare i margini di negoziazione.
Il progetto americano è già stato condiviso con alcuni governi europei, oltre che con Kiev. La Casa Bianca sostiene di intravedere una reale possibilità di coinvolgere tutte le parti e assicura che il testo potrà essere modificato sulla base dei contributi di ucraini ed europei. “Questo piano arriva al momento giusto”, ha spiegato un funzionario statunitense. “Ma entrambe le parti dovranno mostrarsi concrete e realistiche”.




