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POLITICA IN CAMPO | Fifa e Iran affrontano il dilemma del visto e del “Pride Match” a Seattle

La designazione della partita della Coppa del Mondo di calcio Iran-Egitto del prossimo anno a Seattle come “Pride Match”, unita alle crescenti incertezze sui visti statunitensi per giocatori e dirigenti iraniani, ha innescato una situazione di stallo geopolitico. Date le restrizioni contro gli omosessuali in entrambi i Paesi e l’Iran che cita dinieghi discriminatori in materia di visti, Il Cairo e Teheran stanno facendo pressione sulla FIFA affinché intervenga, mettendo alla prova le pretese di neutralità del calcio.

Il comitato organizzatore locale della Coppa del Mondo di Seattle ha confermato che la partita Iran-Egitto del giugno 2026 coinciderà con il weekend del Pride e prevederà celebrazioni LGBTQ+ in tutta la città.

  • Il piano è precedente al sorteggio per la Coppa del Mondo di calcio, ma la sua conferma ha scatenato una reazione negativa quando è diventato chiaro che a Seattle avrebbero giocato squadre di due paesi a maggioranza musulmana.
  • L’autorità calcistica egiziana ha rapidamente presentato un reclamo formale alla FIFA, respingendo qualsiasi cerimonia speciale, fascia arcobaleno o simbolo.
  • Il presidente della Federazione calcistica iraniana Mehdi Taj ha dichiarato che l’Iran solleverà la questione durante la prossima riunione del Consiglio FIFA in Qatar.

Contemporaneamente, si è intensificata un’altra controversia sui visti.

  • L’8 dicembre Taj ha dichiarato che a diversi giocatori iraniani potrebbe essere negato l’ingresso alla Coppa del Mondo che si terrà negli Stati Uniti il ​​prossimo anno, costringendo l’Iran a preparare dei sostituti.
  • Gli alti dirigenti del calcio iraniano hanno aggiunto che i giocatori che hanno svolto il servizio militare obbligatorio “in un luogo non approvato dagli americani” potrebbero avere problemi con il visto. Quest’ultimo alludeva probabilmente al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Taj ha anche rivelato che gli Stati Uniti avevano negato il visto a lui e ad altri alti funzionari per il sorteggio della Coppa del Mondo a Washington il 5 dicembre, tra cui il capo della sicurezza della Federazione calcistica iraniana.

  • Il presidente della federazione calcistica iraniana ha affermato che i dinieghi dei visti erano legati a richieste di informazioni sul “servizio militare e altre istituzioni rispettate”, un altro probabile riferimento al Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica.

Importanti personalità politiche iraniane hanno espresso il loro parere sulle controversie emergenti.

  • Il ministro dello Sport Ahmad Donyamali ha accusato Washington di comportamento “in malafede”.
  • L’ex dirigente sportivo conservatore Amirreza Vaezi Ashtiani è andato oltre, suggerendo che l’Iran dovrebbe boicottare il torneo se anche a un solo giocatore venisse negato l’ingresso.

I media più intransigenti in Iran hanno definito la decisione del Pride Match una provocazione deliberata.

  • Il quotidiano Javan ha definito il piano di Seattle “pianificato e dannoso”, esortando le federazioni calcistiche egiziana e iraniana a opporsi fermamente a quello che, a suo dire, è un tentativo americano di imporre i propri valori agli ospiti musulmani.
  • L’agenzia di stampa Tasnim, affiliata all’IRGC, ha amplificato le indiscrezioni non verificate circolate online secondo cui la FIFA potrebbe rendere obbligatorio l’uso delle fasce arcobaleno al braccio, avvertendo che ciò supererebbe i limiti imposti dall’Iran.
  • Il quotidiano Vatan-e Emrooz ha accusato gli Stati Uniti di “molestie nei confronti dei musulmani”, descrivendo il Pride Match come una trasformazione dello stadio in una “manifestazione anticulturale”.

Altrettanto dure sono state le reazioni ai potenziali problemi relativi ai visti.

  • In un altro commento, Vatan-e Emrooz ha definito le restrizioni sui visti come un “test di reputazione” per la FIFA. Il giornale ha avvertito che se Washington rifiutasse l’ingresso a qualsiasi giocatore iraniano, ciò “danneggiarebbe la credibilità” dell’organo di governo del calcio mondiale.
  • Il quotidiano in lingua inglese Tehran Times ha presentato i dinieghi dei visti come prova del fatto che gli Stati Uniti stanno già “militarizzando” la Coppa del Mondo.

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