Diritti

RARI NANTES | Comprendere la migrazione lungo la rotta orientale attraverso Gibuti

Gibuti occupa una posizione strategica lungo la rotta orientale, fungendo da punto di transito fondamentale per i migranti in cerca di opportunità nel Golfo.

I flussi migratori attraverso Gibuti sono in forte aumento, spinti dai conflitti regionali, dalle pressioni economiche e dalle reti di contrabbando sempre più organizzate lungo la rotta orientale che collega il Corno d’Africa alla penisola arabica.

Oltre cinquecentomila movimenti registrati nel 2025

Foto: Oim 2024/Andi Pratiwi

Nel 2025, a Gibuti sono stati registrati oltre 522mila movimenti migratori, con un aumento del 20 per cento rispetto al 2024. Questo dato fa seguito a un precedente picco, quando nel 2024 i movimenti erano aumentati del 56 per cento rispetto all’anno precedente.

Anche i rimpatri dalla penisola arabica sono in aumento. Il numero di migranti che fanno ritorno è cresciuto del 29 per cento, a testimonianza della persistente vulnerabilità di coloro che tentano il viaggio attraverso lo Yemen verso i Paesi del Golfo.

Una delle rotte migratorie più pericolose al mondo

Foto: Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

La migrazione lungo la rotta orientale rimane estremamente pericolosa. Solo nel 2025, almeno 140 migranti sono morti e altri 33 risultano dispersi lungo le rotte migratorie a Gibuti.

I migranti spesso percorrono lunghe distanze attraverso territori remoti e impervi, affrontando fame, disidratazione, malattie e violenza. La scarsa sorveglianza e l’insicurezza lungo tratti del percorso aumentano ulteriormente i rischi che i migranti corrono.

La migrazione è guidata da pressioni economiche e conflitti.

Foto: Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

Molti migranti che transitano per Gibuti provengono dall’Etiopia, dove conflitti, difficoltà economiche e scarse opportunità di sostentamento continuano a spingere le persone a migrare.

Mentre molti tentano la pericolosa traversata via mare verso lo Yemen nella speranza di raggiungere i paesi del Golfo, altri si muovono nella direzione opposta in seguito a deportazioni o tentativi di migrazione falliti.

Le reti di contrabbando sfruttano i migranti

Foto: Iom Gibuti/Mylaèle Negga

Reti di contrabbando sempre più organizzate, operanti in Etiopia, Gibuti e Yemen, facilitano gli spostamenti lungo la rotta verso l’Arabia Saudita.

I migranti che percorrono questa rotta sono spesso esposti a violenza, sfruttamento, estorsione e condizioni di vita pericolose per mano dei trafficanti.

I bisogni umanitari sono in aumento

Foto: Iom Gibuti/Mylaèle Negga

L’aumento dei flussi migratori sta esercitando ulteriore pressione sui sistemi umanitari, esponendo al contempo i migranti a gravi rischi lungo il percorso.

Molti migranti arrivano esausti, feriti o gravemente disidratati dopo aver viaggiato per giorni o settimane in condizioni difficili. Le donne, i minori non accompagnati e le donne incinte sono tra i gruppi più vulnerabili.

I migranti spesso non hanno accesso a cibo, alloggio, assistenza sanitaria e servizi di protezione. I rimpatriati provenienti dallo Yemen sono particolarmente vulnerabili e spesso raggiungono Gibuti senza risorse, documenti o reti di supporto.

Risposta umanitaria

Foto: Iom Gibuti/Mylaèle Negga

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) fornisce assistenza salvavita ai migranti che attraversano Gibuti, anche nelle zone remote lungo le rotte migratorie.

Il supporto comprende alloggio, cibo, assistenza sanitaria, acqua e servizi psicosociali. L’Oim collabora inoltre con il governo di Gibuti e i partner umanitari per monitorare le tendenze migratorie, rafforzare i sistemi di protezione e sostenere i migranti di ritorno dalla penisola arabica.

Gli sforzi comprendono anche il sostegno alle comunità lungo le rotte migratorie per rafforzare la resilienza e mantenere la coesione sociale.

Cosa serve

Foto: Iom Gibuti/Mylaèle Negga

Affrontare i rischi lungo la rotta orientale richiede un approccio coordinato e integrato lungo tutto il percorso, un sostegno umanitario costante e maggiori sforzi per ampliare i percorsi migratori sicuri e regolari.

Sono necessari maggiori investimenti per proteggere i migranti lungo la rotta, rafforzare l’assistenza umanitaria e sostenere le comunità che li ospitano.

Una gestione oculata dei flussi migratori di lavoro può inoltre contribuire a ridurre la disoccupazione giovanile e a sostenere lo sviluppo economico, allineando meglio le competenze nazionali alle esigenze del mercato del lavoro internazionale.

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