L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha accolto con favore le recenti decisioni dell’Unione Europea e degli Stati Uniti di revocare una parte significativa delle sanzioni imposte alla Siria. Queste misure, insieme a decisioni analoghe prese dal Regno Unito nelle ultime settimane, aprono nuove possibilità per la ripresa, il ritorno e la costruzione della pace nella regione, dopo oltre un decennio di conflitto che ha innescato una crisi umanitaria, sfollamenti di massa e collasso economico.
“La revoca delle sanzioni invia un forte messaggio di speranza a milioni di siriani sfollati, sia all’interno del Paese che in tutta la regione”, ha dichiarato Amy Pope, Direttore Generale dell’OIM. “Ma la speranza deve essere accompagnata da un sostegno concreto. I siriani non hanno bisogno solo della possibilità di tornare, ma anche dei mezzi per ricostruire le loro vite in sicurezza e dignità”.
Si stima che l’allentamento delle sanzioni interesserà oltre 15 miliardi di dollari in beni vincolati e misure commerciali e potrebbe sbloccare investimenti tanto necessari nei mezzi di sussistenza, nelle infrastrutture, nella sanità e nell’edilizia abitativa in aree che hanno sofferto di stagnazione economica, isolamento e sfollamenti prolungati.
Bisogna considerare che 6,7 milioni di siriani rimangano sfollati interni e altri 5,2 milioni vivano come rifugiati nei paesi limitrofi. L’OIM sottolinea che un rimpatrio volontario e sostenibile sarà possibile solo quando saranno soddisfatte le condizioni essenziali, come l’accesso ai servizi, all’alloggio, alla documentazione legale e ai mezzi di sussistenza.
Il recente annuncio da parte di Arabia Saudita e Qatar di restituire alla Banca Mondiale circa 15,5 milioni di dollari di arretrati siriani rafforza ulteriormente lo slancio per il reimpegno e la ricostruzione, ha osservato l’OIM.
Si prevede che questi fondi riattiveranno programmi di sviluppo cruciali, in particolare nei settori dell’istruzione, della sanità e della governance locale, settori chiave per facilitare il reinserimento dei rimpatriati e promuovere una pace duratura.
“Sebbene l’assistenza umanitaria rimanga fondamentale, l’OIM esorta donatori e partner per lo sviluppo ad ampliare la propria attenzione alla ripresa a medio e lungo termine”, ha aggiunto il Direttore Generale Pope. “Una transizione dal soccorso alla resilienza non è solo necessaria, ma urgente”.
L’OIM si dice pronta a collaborare con il governo siriano, le Nazioni Unite, la società civile, la comunità dei donatori e i partner regionali per garantire che questi sviluppi si traducano in miglioramenti tangibili sul campo.
L’ente si impegna a sostenere gli sforzi che migliorano la stabilità, promuovono la resilienza e affrontano i bisogni urgenti delle popolazioni sfollate e delle comunità ospitanti. Promuovendo un dialogo inclusivo e un’azione coordinata che mira a contribuire a un futuro in cui tutte le persone colpite da crisi possano accedere all’assistenza, alla protezione e alle opportunità che meritano.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ribadisce il suo impegno per un’azione umanitaria basata su principi, un rimpatrio volontario e dignitoso e un approccio alla governance delle migrazioni che ponga le persone al centro degli sforzi di pace, recupero e sviluppo.


