Politica

STATI UNITI | “Socialista” non fa più paura. I Repubblicani passano a “comunista”

La dirigente repubblicana Lisa McClain detta la linea per le elezioni di metà mandato: cambiare insulto, non manipolare gli elettori sui rincari e, se necessario, prendere le distanze da Trump.


“Socialista” non funziona più. Per spaventare gli elettori americani bisogna chiamare i Democratici “comunisti”.

Non è una battuta della sinistra, ma il consiglio impartito ai candidati repubblicani da Lisa McClain, presidente della Conferenza repubblicana alla Camera e principale responsabile della comunicazione del partito in vista delle elezioni di metà mandato.

“La parola socialismo non ha un grande impatto. Comunismo, invece, sì”, ha spiegato McClain ad Axios. La formula suggerita è semplice: “Buon senso contro la follia comunista”. Il passaggio successivo sarà convincere gli elettori che il socialismo conduce inevitabilmente al comunismo e alla perdita delle libertà individuali.

Dietro il cambio di vocabolario affiora però una preoccupazione concreta. McClain ha ammesso che i Repubblicani difficilmente conquisteranno tutti i tredici seggi resi contendibili dalla ridefinizione dei collegi elettorali. La sua previsione si ferma a otto, nove o dieci.

E ha concesso ai candidati più vulnerabili di adattare il messaggio al proprio territorio, anche quando questo significa contraddire Donald Trump. Un’indicazione che racconta meglio di molti sondaggi quanto il presidente possa diventare ingombrante nei collegi in bilico.

C’è poi l’economia. McClain invita il partito a non tentare di convincere gli americani che i prezzi alti, dalla spesa alla benzina, esistano soltanto nella loro testa: “La manipolazione psicologica non funziona”. Bisognerà riconoscere le difficoltà e provare a giustificarle, anche quando derivano dalla guerra con l’Iran condotta da Trump.

La strategia repubblicana appare dunque chiarissima: ammettere che la realtà non può essere nascosta, ma coprirla con una parola ancora più minacciosa.

Intanto Trump ha deciso di occuparsi anche di chi potrebbe raccontare la campagna elettorale senza adeguarsi alla sua versione dei fatti. Il presidente ha annunciato di aver bandito “con effetto immediato” dalla Casa Bianca Cnn, Politico e MsNow, accusandoli di diffondere “invenzioni e bugie”. E ha avvertito che altri mezzi d’informazione subiranno lo stesso trattamento.

La strategia è completa. Gli avversari politici diventano “comunisti”. I giornalisti che non si allineano diventano “bugiardi” e vengono tenuti fuori dalla Casa Bianca.

Quando aumentano benzina, generi alimentari e paura di perdere la maggioranza, serve sempre un nemico. Se non basta il comunista, c’è il giornalista.


Fonti

Axios — House GOP’s top messenger: Socialism attack line doesn’t really resonate

Ansa — Trump bandisce dalla Casa Bianca Cnn, Politico e MsNow




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