Alla vigilia della Giornata mondiale del 29 ottobre, i dati dell’Iss mostrano quanto resti da fare: molti italiani convivono con valori pressori elevati senza saperlo, mentre il consumo di sale supera ancora le raccomandazioni dell’Oms.
La pressione alta può non dare segnali evidenti. E così, per molte persone, il rischio rimane sconosciuto finché non arriva una diagnosi o si manifesta un evento cardiovascolare. È soprattutto questa distanza tra avere un problema e saperlo a emergere dai dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata mondiale dell’ictus, che si celebra il 29 ottobre.
Secondo i risultati preliminari dell’Italian Health Examination Survey 2023-2025, realizzata nell’ambito del Progetto Cuore, tra i 35 e i 44 anni il 72 per cento degli uomini e il 53 per cento delle donne con pressione arteriosa elevata non è consapevole della propria condizione. Un dato che richiama l’importanza della prevenzione anche nelle fasce adulte più giovani.
Il quadro si inserisce in un problema sanitario più ampio. Nel 2023 le malattie del sistema circolatorio, tra cui l’ictus, hanno causato il 31 per cento dei decessi in Italia: il 33% tra le donne, per le quali rappresentano la prima causa di morte, e il 28% tra gli uomini, per i quali sono la seconda. La mortalità è scesa a 24,7 decessi ogni 10.000 abitanti, il valore più basso dell’ultimo decennio. Il miglioramento, però, convive con fattori di rischio ancora molto diffusi.
Pressione alta, riconoscerla non basta
Nella popolazione tra i 35 e i 74 anni, i dati preliminari del Progetto Cuore indicano una pressione sistolica media di 134 mmHg negli uomini e 125 nelle donne. Considerando chi presenta valori elevati oppure assume farmaci specifici, la quota raggiunge il 47% degli uomini e il 34% delle donne.
Anche tra chi segue una terapia, il controllo resta una criticità: soltanto il 22% degli uomini e il 34% delle donne in trattamento presenta valori inferiori a 140/90 mmHg.
Sono percentuali che mettono in evidenza due esigenze: individuare chi non sa di avere la pressione alta e migliorare il controllo dei valori nelle persone già in cura. Misurare la pressione e seguire le indicazioni del medico sono passaggi fondamentali, soprattutto perché l’ipertensione può essere presente anche senza sintomi evidenti.
Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco, responsabili del Progetto Cuore dell’Iss, richiamano per questo un impegno condiviso tra cittadini, professionisti sanitari e istituzioni. Conoscere e monitorare pressione, glicemia e colesterolo permette di riconoscere precocemente le condizioni di rischio e intervenire prima che si manifestino eventi cardiovascolari.
Il sale quotidiano supera ancora il limite
Un altro fronte riguarda l’alimentazione. Secondo i dati riportati dall’Iss, gli uomini consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno, le donne 7,1 grammi. Entrambi i valori superano la raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che indica un consumo inferiore a 5 grammi giornalieri.
A rispettare questa indicazione è appena l’11% degli uomini e il 24% delle donne.
Ridurre il sale significa prestare attenzione sia a quello aggiunto durante la preparazione dei pasti sia a quello già presente nei prodotti trasformati e confezionati. Una parte del consumo quotidiano, infatti, passa attraverso alimenti nei quali il sale è già un ingrediente.
La prevenzione cardiovascolare comprende anche altri comportamenti: non fumare, muoversi regolarmente, seguire un’alimentazione equilibrata, mantenere un peso adeguato e controllare glicemia e colesterolo. Sono azioni che richiedono continuità e un rapporto con i servizi sanitari capace di accompagnarle nel tempo.
Riconoscere i segnali e chiamare subito i soccorsi
Accanto alla prevenzione, resta essenziale sapere riconoscere un possibile ictus. I segnali compaiono improvvisamente e possono includere:
- un’asimmetria del volto, con un angolo della bocca che tende a cadere;
- debolezza o perdita di forza a un braccio o a una gamba, soprattutto da un solo lato;
- difficoltà a parlare o a comprendere;
- disturbi della vista;
- perdita di equilibrio o coordinazione;
- un mal di testa molto intenso e inconsueto.
In presenza anche di uno solo di questi segnali bisogna chiamare immediatamente il 112 o il 118. Non si deve aspettare un miglioramento spontaneo: anche se i disturbi scompaiono, serve una valutazione urgente. La rapidità dell’intervento può incidere sulle conseguenze dell’ictus.
Una responsabilità anche pubblica
La prevenzione non può essere affidata soltanto all’iniziativa del singolo. Conoscere i propri valori richiede occasioni di controllo, informazioni comprensibili e percorsi di assistenza accessibili.
Il Progetto Cuore contribuisce a questo lavoro attraverso il monitoraggio dei fattori di rischio e degli stili di vita della popolazione adulta italiana. Sul piano europeo, Jacardi – Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes, coordinata dall’Iss, promuove interventi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete, l’identificazione precoce delle persone a rischio e una maggiore integrazione tra prevenzione e cura.
La Giornata mondiale dell’ictus richiama dunque un compito che continua oltre il 29 ottobre: rendere più frequente il riconoscimento del rischio e più tempestivo l’accesso alle cure. Perché dietro una pressione mai misurata o una terapia che non raggiunge il risultato atteso può esserci una possibilità di prevenzione ancora da cogliere.
SIAMO VECCHIA STAMPA
Crediamo ancora in un giornalismo che cerca, verifica, disturba e ascolta.
CONDIVIDERE È INFORMARE | I testi di © Fotosintesi.info sono riproducibili citando la fonte.
Articoli correlati:

L'Italia ha adottato un piano di prevenzione contro la diffusione del Fentanyl

Infezioni sessualmente trasmesse (Ist), trend stabile dal 2019

Boom di intossicazioni alimentari in Gran Bretagna: "Siamo alla "roulette russa con il cibo"

Demenze, forti differenze regionali nell’assistenza: al Nord test diagnostici e centri aperti più a ...

In Giappone suicidi di minorenni a livelli record nel 2024






