Caro direttore,
nessuno è stato attento negli ultimi mesi, dello scontro diplomatico tra il presidente Trump e il teocrate Leone XIV, sul discorso tenuto da quest’ ultimo sulla pace. Tutti i vari primi ministri europei e giornalisti asserviti al potere, hanno immediatamente preso le difese del Papa accusando Trump di ingerenza e di voler prendere il posto del vicario di dio. E qui viene il bello: lo stesso discorso e ben più incisivo, prendendo anche posizioni scomode, lo ha fatto il primo ministro spagnolo Sanchez. Ma i vari primi ministri europei, si sono ben guardati, di appoggiare il suo discorso e farlo proprio dandogli dell’antisemita e filo putiniano. Solo la presidente del Pd Elly Schlein ha appoggiato il discorso di pace di Sanchez, ma solo per interessi mediatici e politici, in quanto, in Italia si sente braccata dalla corsa alle primarie, dal suo contendente Conte; e prendere le distanze da correnti all’interno del suo partito filo sioniste, che la vorrebbero farla fuori.

Caro Guido, come avrai notato, ci teniamo un po’ alla larga dalle miserie dei partiti nazionali, ma proverò comunque ad aggiungere qualcosa al tuo condivisibile amaro commento. Mi costringi, dunque, a scrivere del sotto vuoto spinto ovvero della politica nazionale che starnazza mentre il mondo intero è sull’orlo di una nuova epoca assai pericolosa, guidata da attacchi di nuovi imperatori, multinazionali e movimenti anti-diritti umani contro il multilateralismo e la pacifica convivenza.
La nostra democrazia è ormai svuotata di qualunque significato, di qualunque suo scopo, sia esso di proposta, di critica, di conoscenza, di ricerca e formazione, di rapporto con la realtà, del particolare, dell’universale. Ancora peggio: vi è l’eliminazione anche della visione del futuro che dà speranza.
Resta il gioco con ballerine e bandierine nei talk show e nelle manifestazioni dei ragazzi che invadono strade e piazze al grido: “Restiamo umani”. Resta solo il terrore di sparire con la campagna elettorale che incombe, con le faide per le poltrone e i soldi che vi girano dietro.
Esiste, sostiene il console Enrico Calamai, un doppio livello nel ricorso all’uso della violenza da parte dei governi Ue e italiano in particolare. Quello visibile, che richiama il governo cileno e che la stampa mainstream s’incarica di smussare e rendere per così dire digeribile per l’opinione pubblica e quello nascosto sotto gli occhi di tutti, come la ‘Lettera rubata’ di Edgar Allan Poe, che richiama la strategia dei “desaparicion”.
Il console si riferisce al migrantificio, la strage che lasciamo compiere in mare, lontano dai nostri occhi, così in Libano, nella Palestina occupata, in Iran, a Cuba, in Ucraina, in Sudan e in mille altri posti disgraziati. D’altronde se non riusciamo a dire due parole sensate su clima, immigrazione, inclusione e sicurezza figuriamoci se sappiamo intravedere e contrastare quella progettualità unipolare fascista collusa con mafia e massoneria che cerca di mantenersi in vita, caricando all’impazzata intorno a sé.
Non so se la schizofrenia di questa politica è visibile. Rispondono a crisi interne con il tanto peggio tanto meglio, dichiarazioni bellicose, decisioni di riarmo, progetti di ripristino della leva obbligatoria. Peraltro vedere di nuovo una Germania armata fino ai denti e in forte crisi economica è un’immagine che evoca brutti ricordi storici. In definitiva le nubi nere all’orizzonte stanno diventando grosse e minacciose.
Per averne un’idea chiudo con ultim’ora inquietante. Paolo Bellini scrive dal carcere per dire che vuole ottenere “l’eutanasia farmacologica”. Lo fa con una lettera alla Gazzetta di Reggio, dove sostiene, tra l’altro, che contro di lui ci sarebbe un “complotto politico, mediatico e giudiziario”.
L’ex Avanguardia nazionale è detenuto a Padova, dopo la condanna definitiva all’ergastolo per la Strage del 2 agosto 1980, in seguito all’inchiesta riaperta a 40 anni dai fatti. “Chiedo che la direzione sanitaria di Padova provveda in tal senso rispettando le leggi vigenti in materia di ‘silenzio-assenso’ dalle quali non vi potete sottrarre”, dice la primula nera, killer dalle tante vite, indirizzando la lettera al direttore del quotidiano reggiano, che specifica: “La pubblichiamo perché è una notizia, ma ricordiamo – se necessario – che la giustizia italiana lo ha riconosciuto come uno dei responsabili del più efferato attentato della storia della Repubblica, che causò 85 morti e oltre duecento feriti”.
Nella missiva, in stampatello maiuscolo, dieci fogli manoscritti fotocopiati, con passaggi che appaiono confusi, Bellini dice di aver avanzato la richiesta ai tempi della detenzione in Sardegna, il “20-8-2025”. I destinatari indicati sono anche il dirigente sanitario della Casa di reclusione di Padova, la Procura di Bologna, la Procura di Cagliari, la Procura di Padova, la Commissione Parlamentare Mafia e Stragi. Chissà cosa vorrà dirci l’amico di Antonino “Nino” Gioè, boss mafioso di Altofonte ed esecutore materiale della strage di Capaci? Parliamo di una figura centrale per comprendere i legami tra Cosa Nostra e i misteri italiani del 1993. Senza, ovviamente, dimenticarci delle bombe a Bologna nel 1980. Parliamo di una partita che non si è mai chiusa. O, forse, si. Solo che abbiamo perso, e non ce ne siamo accorti.






