Mentre le tensioni geopolitiche, la crescente domanda di elettricità e le pressioni climatiche rimodellano il panorama energetico globale, oltre 600 ministri dell’energia, amministratori delegati, leader finanziari ed esperti di politica si sono riuniti a Montreal per discutere su come fornire energia su una scala senza precedenti.
L’ undicesima Conferenza globale annuale sull’efficienza energetica, organizzata dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) il 7 luglio, si è concentrata sulla trasformazione di un impegno globale in azioni concrete. I delegati hanno cercato di individuare modalità per raggiungere l’ambizioso obiettivo internazionale di raddoppiare il tasso annuo di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030, un traguardo ampiamente considerato essenziale per rafforzare la sicurezza energetica e al contempo ridurre le emissioni di gas serra.
Nel corso della conferenza, il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, ha descritto l’efficienza energetica come il “primo combustibile” del mondo, definendola la risorsa più rapida, economica e pulita a disposizione dei Paesi che cercano una maggiore resilienza in un contesto di crescente incertezza.
Birol ha ricordato ai delegati che il sistema energetico globale ha subito solo tre grandi sconvolgimenti negli ultimi decenni. Le crisi petrolifere del 1973 e del 1979 hanno radicalmente ridefinito la politica energetica globale. Più recentemente, le interruzioni della catena di approvvigionamento successive all’invasione russa dell’Ucraina hanno messo in luce la vulnerabilità dei mercati energetici internazionali.
In tale contesto, ha sostenuto, il miglioramento dell’efficienza non è più semplicemente un obiettivo ambientale, ma una questione di sicurezza nazionale e stabilità economica. I crescenti rischi geopolitici lungo le rotte marittime strategiche, tra cui lo Stretto di Hormuz , rafforzano l’urgenza di ridurre la dipendenza da fonti energetiche instabili.
“Ci troviamo in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici”, ha affermato Birol, esortando governi e industrie ad andare oltre le dichiarazioni e a iniziare ad attuare soluzioni su larga scala.
Nel corso della conferenza, durata due giorni, i partecipanti hanno ripetutamente sottolineato che la tecnologia da sola non basterà a realizzare la trasformazione. Il successo, hanno affermato, dipende da una più stretta collaborazione tra governi, investitori e industria privata.
Uno dei principali risultati della conferenza è stato il lancio del Quadro di Collaborazione di Montréal, un’iniziativa volta a rafforzare il coordinamento tra decisori politici, istituzioni finanziarie e imprese. Il quadro si propone di superare uno dei maggiori ostacoli ai progetti di efficienza energetica: la frammentazione dei processi decisionali, che spesso impedisce la realizzazione di investimenti altrimenti validi.
I dirigenti che hanno partecipato alle tavole rotonde tra CEO hanno riconosciuto che molte aziende continuano a perseguire interventi isolati di efficientamento che generano solo risparmi modesti. Tali progetti spesso non riescono ad attrarre investimenti significativi perché i loro ritorni finanziari appaiono troppo limitati se valutati singolarmente.
I leader del settore hanno invece proposto di raggruppare molteplici interventi di miglioramento dell’efficienza in pacchetti di investimento più ampi.
Anziché sostituire un singolo motore o ammodernare un singolo impianto di riscaldamento, le aziende possono combinare il risparmio energetico, il recupero del calore industriale, il miglioramento del raffreddamento e il monitoraggio digitale in progetti integrati che generano maggiori profitti e attraggono finanziamenti istituzionali.
Un altro tema ricorrente è stata la crescente importanza dei dati.
I rappresentanti di importanti aziende del settore tecnologico industriale, tra cui Schneider Electric e Danfoss, hanno sostenuto che molte imprese si affidano ancora a stime approssimative del proprio consumo energetico anziché a informazioni operative dettagliate.
Senza dati precisi, hanno avvertito, le aziende faticano a individuare dove è possibile ottenere i maggiori miglioramenti in termini di efficienza.
I delegati hanno sottolineato come l’intelligenza artificiale, l’analisi predittiva e i sistemi di monitoraggio digitale siano strumenti sempre più importanti per ottimizzare le operazioni industriali, ridurre gli sprechi e abbassare i costi operativi.
I rappresentanti di Deutsche Bank hanno sostenuto che le decisioni di investimento tradizionali rimangono eccessivamente incentrate sulla spesa iniziale in conto capitale. Al contrario, gli investitori dovrebbero valutare i progetti nell’ottica del costo totale di proprietà, tenendo conto di decenni di minori bollette energetiche, risparmi sulla manutenzione e riduzione dei rischi operativi.
Secondo i partecipanti, un simile approccio rende molti investimenti in efficienza sostanzialmente più attraenti di quanto non sembrino inizialmente.
La conferenza ha inoltre esaminato una delle sfide più recenti della transizione energetica.
La rapida crescita dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali sta determinando un’espansione senza precedenti dei data center, creando una domanda di energia elettrica in forte aumento a livello globale.
Anziché considerare l’intelligenza artificiale esclusivamente come fonte di maggiori consumi, i delegati hanno sostenuto che l’innovazione tecnologica può contribuire a risolvere la propria sfida energetica.
Le aziende hanno presentato tecnologie di raffreddamento avanzate, tra cui sistemi di raffreddamento a liquido e evaporativi, in grado di ridurre drasticamente il consumo di energia elettrica necessario per il funzionamento dei moderni data center.
Secondo i partecipanti, queste innovazioni dimostrano che la crescente domanda di servizi digitali non si traduce necessariamente in un aumento proporzionale del consumo energetico.
Al di là degli aspetti tecnologici e finanziari, i relatori hanno ripetutamente sottolineato che l’efficienza energetica deve anche servire a obiettivi sociali più ampi.
Yasmin Abraham , in rappresentanza del Kambo Energy Group, ha ricordato ai delegati che le comunità a basso reddito spesso sopportano i costi energetici più elevati pur avendo a disposizione le risorse più scarse per migliorare l’efficienza.
“Le comunità conoscono la sfida”, ha affermato. “Le comunità sono le più vicine a questa sfida, ma al contempo le più lontane dalle risorse.”
Secondo la sua argomentazione, i governi devono garantire che i programmi di efficienza energetica raggiungano le famiglie vulnerabili, anziché avvantaggiare solo i consumatori più ricchi e le grandi aziende.
Il Canada ha sfruttato la conferenza per annunciare l’ampliamento del suo programma “Canada Greener Homes Affordability Program”, che fornirà interventi di efficientamento energetico a circa 35.000 famiglie a basso e medio reddito senza costi iniziali.
I funzionari hanno descritto l’iniziativa come un esempio di come le politiche pubbliche possano ridurre le emissioni migliorando al contempo l’accessibilità economica e le condizioni di vita delle famiglie comuni.
Nonostante l’ottimismo diffuso, i delegati hanno riconosciuto che il raggiungimento dell’obiettivo di efficienza per il 2030 rimane una sfida formidabile.
La domanda globale di energia continua a crescere con l’espansione delle economie, l’elettrificazione delle industrie e l’accelerazione dei consumi di elettricità da parte dell’intelligenza artificiale. Il raggiungimento degli obiettivi climatici, garantendo al contempo un’energia accessibile e affidabile, richiederà un coordinamento senza precedenti tra governi, istituzioni finanziarie e settore privato.
Tuttavia, a Montreal prevaleva un atteggiamento pragmatico piuttosto che pessimista.
I partecipanti hanno convenuto che le soluzioni tecniche esistono in gran parte. Ciò che spesso è mancato è un’attuazione coordinata, investimenti sufficienti e determinazione politica.
Al termine della conferenza, i delegati sono apparsi uniti dalla comune convinzione che l’efficienza energetica non debba più essere considerata una politica climatica secondaria, bensì il fondamento dei futuri sistemi energetici.
“Con il lancio del Quadro di collaborazione di Montreal e il rinnovato impegno di governi, industria e istituzioni finanziarie, la conferenza si è prefissata l’obiettivo di trasformare l’efficienza, spesso trascurata come obiettivo politico, nel pilastro centrale della sicurezza energetica globale, della competitività economica e dell’azione per il clima”, ha affermato Abraham.







