Il Comitato per la protezione dei giornalisti condanna fermamente l’ uccisione di Mohamed Sherri, giornalista dell’emittente Al-Manar TV, affiliata a Hezbollah, avvenuta la mattina del 18 marzo in un attacco israeliano contro un edificio residenziale in cui viveva con la sua famiglia nel quartiere centrale di Zuqaq al-Blat a Beirut.
In un comunicato , Al-Manar TV ha confermato l’omicidio di Sherri, responsabile della programmazione politica, e di sua moglie, affermando che era tra i giornalisti più in vista dell’emittente.
Una fonte dell’Unione dei giornalisti in Libano ha riferito al Cpj che Yasser Sherri, figlio di Mohamed e redattore del canale televisivo iracheno Aletejah, affiliato a Hezbollah, è rimasto ferito durante lo stesso attacco.
“L’uccisione del giornalista Mohamed Sherri nel suo appartamento nel centro di Beirut rappresenta una spaventosa escalation nell’offensiva israeliana in Libano”, ha dichiarato Joud Hasan, coordinatore del programma per il Levante del CPJ. “Non vi è alcuna giustificazione per colpire un condominio residenziale densamente popolato, e tali attacchi dimostrano un totale disprezzo per la vita dei civili e per la sicurezza dei giornalisti”.
L’attacco avviene nel contesto di una rinnovata offensiva israeliana in Libano contro il gruppo armato Hezbollah, iniziata all’inizio di marzo con il diffondersi delle tensioni nella guerra con l’Iran in tutta la regione.
Al 18 marzo, il Cpj ha documentato in Libano il ferimento di quattro giornalisti, attacchi israeliani contro quattro organi di informazione, l’ostruzione del lavoro delle troupe e lo sfollamento di membri della stampa da alcune zone di Beirut e del sud del Paese.






