Editoriale

Rompiamo l’accerchiamento

Negli ultimi anni abbiamo visto l’attuazione di un piano sistematico ed organico di attacco ai corpi intermedi dello stato. Abbiamo assistito ad una serie di azioni o eventi che mirano a indebolire o destabilizzare alcune istituzioni governative (principalmente organi di controllo) o organismi intermedi che svolgono un ruolo cruciale nell’amministrazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche all’interno dello Stato. Questi organismi includono sia agenzie governative (istituzioni indipendenti o agenzie governative incaricate di monitorare e supervisionare le attività del governo e delle istituzioni pubbliche al fine di garantire la legalità, la trasparenza, l’efficienza e l’equità nell’operato dello governo) sia organizzazioni non governative, istituzioni educative, organizzazioni sindacali, associazioni laiche e religiose o qualsiasi entità che abbia un ruolo chiave nell’attuazione delle leggi e nell’erogazione dei servizi pubblici.

Particolarmente gravi, per opera dell’attuale governo, sono gli attacchi ad organismi come la Corte dei Conti, ritenuta responsabile di una eccessiva interferenza nella determinazione dei capitoli di speso relativi alla gestione delle finanze pubbliche e della verifica dell’uso dei fondi pubblici. L’autorità Anticorruzione depotenziata nel suo ruolo di prevenzione della corruzione all’interno del governo e delle istituzioni pubbliche attraverso la depenalizzazione del reato di falso in bilancio. Il controllo politico delle Commissioni di Vigilanza Parlamentare nel tentativo, spesso riuscito, di depotenziare la loro capacità di vigilanza e di controllo dell’operato del governo e delle agenzie pubbliche. Il feroce spoil system attuato a carico delle Autorità Regolatorie Settoriali nel campo dell’economia e dell’industria, come l’energia, le telecomunicazioni, le banche e altre attività di grande impatto strategico. La marginalizzazione della figura di ombudsman nel controllo e regolazione delle attività in settori chiave della vita civile (si pensi al Garante dei detenuti che raramente riesce ad essere in grado di intervenire nelle più critiche delle situazioni carcerarie). Il mancato finanziamento dell’Autorità di protezione dei dati sensibili e personali che si trova ad essere impossibilitata ad esercitare il ruolo di garante della privacy e dei dati personali dei cittadini. L’Italia è uno dei Paesi dove il cittadino è meno protetto da questo punto di vista. Numerosi altri organi nel campo dell’informazione o della tutela dei consumatori sono altrettanto sottoposti a inopportuni controlli politici o non esistono affatto.

Questi attacchi possono assumere diverse forme più o meno esplicite e palesi. L’organismo può essere influenzato o controllato da interessi politici anziché operare in modo indipendente e imparziale. Si può determinare la riduzione dei finanziamenti assegnati al fine di indebolirlo e ostacolare la sua capacità di svolgere le proprie funzioni in modo efficace. Si può agire attraverso la rimozione o la sostituzione di dirigenti chiave all’interno di un organismo, la qual cosa può minare la sua stabilità e la sua capacità di prendere decisioni indipendenti. Un caso tipico è la manipolazione dell’informazione e la diffusione di notizie false o distorte al fine di indebolire la fiducia del pubblico nell’organismo in questione. L’approvazione di leggi restrittive o regolamentazioni che limitano l’indipendenza o la capacità operativa degli organismi di controllo è una pratica sempre attuata e che vede l’attuale governo impegnato alacremente su questo fronte.
Gli attacchi ai corpi intermedi dello stato possono avere serie conseguenze per la governance dello Stato, minando la democrazia, l’efficacia delle politiche pubbliche e la fiducia del pubblico nelle istituzioni statuali. Pertanto, è importante garantire l’indipendenza e l’integrità di tali organismi per preservare la stabilità e la trasparenza all’interno di uno stato.

E’ necessario opporsi con la massima decisione a tutte le forme di disinformazione sui vari argomenti sensibili per il buon andamento democratico dello Stato. A tal fine è necessario produrre contenuti di qualità sia nella sostanza che nella forma e nella presentazione. Contenuti giornalistici accurati, ben scritti e ben documentati assicurandosi la collaborazione di persone che siano direttamente operative nei settori di cui intendono occuparsi.
Per rispondere a questo vero e proprio massacro delle istituzioni repubblicane, per contrastare la disinformazione e la promulgazione di leggi liberticide o foriere di ulteriori danni alla popolazione o incentivanti il già gravissimo divario tra le classi più abbienti e quelle che più hanno subito un indebolimento delle loro capacità finanziarie è nostra intenzione riavviare e riorganizzare una attività editoriale on line già peraltro presente da anni. Attraverso l’interazione con il pubblico, la risposta ai commenti, il coinvolgimento dei lettori attraverso i social media dobbiamo arrivare alla creazione di una vera propria comunità attiva intorno alla testata.

E’ con questo spirito e questi intenti che nasce Fotosintesi, la testata che mi vede condirettore insieme con il direttore responsabile Giuseppe Di Maula. Insieme, noi e voi, cercheremo di dare voce a tutte quelle forme associative che cercano, con grande fatica, di rimanere a galla in questo mare agitato. Sosteneteci in questo sforzo, nessuna voce deve essere messa a tacere.

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