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LIBANO | Afflusso di massa di feriti in ospedale dopo bombardamento israeliano su area densamente popolata di Beirut: “Pazienti con ferite gravi alla testa”

Intorno alle ore 14 di oggi, le forze israeliane hanno colpito una zona residenziale densamente popolata di Beirut, a pochi metri dall’ospedale pubblico Rafik Hariri, supportato da Medici Senza Frontiere con una dottoressa di pronto soccorso.

Dopo l’attacco c’è stato un afflusso massiccio di feriti in ospedale dove sono arrivate persone sanguinanti, altre trasportate a spalla. Nella prima ora, quattro persone sono state uccise e quasi quaranta sono rimaste ferite; si temono altre vittime man mano che si scava tra le macerie.

“Stiamo assistendo all’arrivo di anziani e adolescenti con ferite gravi alla testa, al torace e all’addome, comprese ferite da schegge” dichiara la dott.ssa Luna Hammad, coordinatrice medica di Msf attualmente al pronto soccorso dell’Ospedale Rafik Hariri: “Quando gli attacchi colpiscono zone residenziali affollate senza preavviso, le conseguenze sono gravi: sia in termini di vittime umane che di capacità di risposta degli ospedali”.

Around 2pm on Sunday 5 April, Israeli forces struck a densely populated residential area in Beirut, just meters from Rafik Hariri Public Hospital, where MSF supports the ER. A mass-casualty influx followed—people arrived bleeding, some carried on shoulders. In the first hour, 4 people were killed and nearly 40 injured, with more feared as rubble is cleared.
MSF teams are on the ground. An ER doctor is treating incoming wounded, while our Logistics team deliver a mass casualty kit to support the strained hospital.
MSF condemns this attack on civilians and calls for the protection of civilians and health facilities.

Medici Senza Frontiere  condanna questo attacco contro i civili in un’area densamente popolata e chiede la protezione delle persone e delle strutture sanitarie. Gli attacchi così vicini a un ospedale generano paura e possono impedire alle persone di cercare cure salvavita. Msf sta donando kit per la gestione di grandi afflussi di feriti e continuerà a supportare gli ospedali, anche con donazioni di forniture mediche e non. I civili non possono essere considerati danni collaterali.

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