Novanta fotografie, scattate in tutto il mondo dai migliori fotografi del National Geographic, raccontano il presente e aprono interrogativi oscuri sulle problematiche legate al futuro del cibo sul nostro pianeta.
L’agricoltura, il bestiame, le risorse idriche, i cambiamenti climatici, le foreste e la deforestazione, lo spreco alimentare e le nuove forme di fame nel mondo: l’esposizione è una lunga carrellata d’immagini che scorrono, proiettando lo spettatore in un “film” sulle incognite del nostro avvenire.
Entro il 2050 la Terra conterà probabilmente oltre 9 miliardi di abitanti, si tratta di 2 miliardi di bocche in più da sfamare. Sono questi i temi che l’uomo del XXI secolo deve affrontare e su cui la mostra pone l’obiettivo. Ma la globalizzazione, l’antropizzazione e la crescita demografica sono soltanto una parte del problema.
È soprattutto l’allargamento del benessere diffuso e la conseguente richiesta di enormi quantità di cibo da parte di colossi come Cina e India che sposta ancora di più la forbice tra quella parte di mondo che ha a disposizione ben oltre il superfluo e chi invece non ha acqua e cibo per sopravvivere. Malnutrizione e obesità sono le due facce della stessa medaglia, di una casa che condividiamo tutti insieme: la Terra.
Fotografia di Jim Richardson
Jessore, Bangladesh: gli abitanti del villaggio di Jaghati usano una trebbiatrice a pedale per sgranare il riso






