La denuncia arriva dagli Houthi e non è ancora confermata da fonti indipendenti. L’escalation raggiunge anche la regione della Mecca.
Tre bambini sarebbero rimasti uccisi nello Yemen durante raid attribuiti alle forze governative. La denuncia arriva dagli Houthi e non risulta ancora confermata da fonti indipendenti.
L’escalation coinvolge anche l’Arabia Saudita. Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite nella provincia di Taif, nella regione della Mecca, dopo l’intercettazione di un drone che, secondo la Protezione civile saudita, sarebbe stato lanciato dagli Houthi. I frammenti del velivolo hanno colpito persone, automobili ed edifici.
L’Iran, alleato politico e militare del movimento yemenita, ha condannato l’accaduto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha definito «deprecabile qualsiasi attacco contro i luoghi sacri islamici e le persone», contestando però l’attribuzione di responsabilità: l’intercettazione di un drone, ha affermato, «non può costituire la base per accusare una parte specifica».
Gli Houthi negano di avere preso di mira la Mecca. Gli episodi si inseriscono nella nuova escalation tra il movimento yemenita e le forze sostenute dall’Arabia Saudita, mentre gli scontri lungo la costa del Mar Rosso hanno già costretto oltre centomila persone ad abbandonare le proprie case.





