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FONDALE COMUNE | Sessanta migranti dispersi in due naufragi mortali al largo della Libia

Ci sono stati due naufragi al largo delle coste libiche negli ultimi giorni, con almeno sessanta persone temute disperse in mare, secondo le squadre di ricerca e soccorso dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni presenti sul posto. I sopravvissuti hanno ricevuto cure mediche urgenti dal personale dell’associazione subito dopo lo sbarco.

“Con decine di vittime temute e intere famiglie lasciate nell’angoscia, l’OIM esorta ancora una volta la comunità internazionale a intensificare le operazioni di ricerca e soccorso e a garantire uno sbarco sicuro e prevedibile per i sopravvissuti”, ha dichiarato Othman Belbeisi, Direttore Regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa (MENA). “Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutte le persone colpite”.

Il 12 giugno, ventuno persone sono state dichiarate disperse dopo un naufragio nei pressi del porto di Alshab, in Tripolitania, dove sono stati trovati solo cinque sopravvissuti. Tra le vittime temute ci sono sei eritrei, tra cui tre donne e tre bambini, cinque pakistani, quattro egiziani e due uomini sudanesi. L’identità di altri quattro rimane sconosciuta.

La seconda tragedia si è verificata il 13 giugno, circa 35 chilometri a ovest di Tobruk. Secondo l’unico sopravvissuto, tratto in salvo dai pescatori, 39 persone erano disperse in mare. Nei giorni successivi, tre corpi sono stati ritrovati sulla spiaggia: due sulla spiaggia di Umm Aqiqih il 14 giugno e un altro sulla spiaggia di Elramla, nel centro di Tobruk, il 15 giugno. Le operazioni di identificazione sono in corso, con il supporto dei membri della comunità sudanese.

Finora, nel 2025, almeno 743 persone sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa, di cui 538 solo lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Questa rimane la rotta migratoria più mortale conosciuta al mondo, caratterizzata da pratiche di contrabbando sempre più pericolose, capacità di soccorso limitate e crescenti restrizioni alle operazioni umanitarie.

Il programma di ricerca e soccorso dell’OIM Libia mira a ridurre questi rischi fornendo assistenza di emergenza ai migranti al momento dello sbarco e dopo i salvataggi nel deserto, supportando al contempo le controparti con infrastrutture su misura e attrezzature specializzate.

A livello globale, il progetto Missing Migrants ha registrato oltre 75mila decessi e sparizioni dal 2014. Oltre 39mila di questi si sono verificati in paesi colpiti da crisi o nelle loro vicinanze, evidenziando i legami tra sfollamenti, insicurezza e mancanza di percorsi migratori sicuri.

L’OIM rinnova il suo appello per un’azione urgente e coordinata per prevenire ulteriori perdite di vite umane. Il costo dell’inazione si misura in vite umane.




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