Salute

HPV | Vaccini e screening, la prevenzione fa scuola

Presentato all’Iss il Manifesto “Traguardo Zero”: un’alleanza tra sanità, insegnanti e famiglie per rendere la prevenzione più accessibile. A Roma coinvolte tre scuole, con l’offerta del vaccino prevista nell’autunno 2027.


Un tumore evitabile è anche una misura di quanto funziona la sanità pubblica: della sua capacità di informare, raggiungere le persone, rendere accessibile la prevenzione. Il papillomavirus riguarda donne e uomini, ma la protezione continua ad arrivare in modo diseguale. Il Manifesto “Traguardo Zero”, presentato il 12 ottobre all’Istituto superiore di sanità, prova a intervenire su questa distanza, mettendo insieme istituzioni, servizi sanitari, società scientifiche, scuole e associazioni.

Tra i primi firmatari figurano la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, l’Associazione italiana di oncologia medica e la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia. Il percorso nasce dal progetto europeo Perch e prosegue con la Joint Action Shield: aumentare la conoscenza dell’Hpv, promuovere vaccinazione e screening, trasformare le esperienze locali in servizi che possano essere replicati.

Il punto di partenza è concreto. Secondo i dati del ministero della Salute aggiornati al 31 dicembre 2024, nella coorte dei nati nel 2012 aveva completato il ciclo vaccinale il 51,2 per cento delle ragazze e il 44,7 per cento dei ragazzi. Una protezione ancora incompleta, con differenze territoriali che pesano sulle opportunità di prevenzione.

L’Hpv è un’infezione molto comune. La sua presenza non equivale a una diagnosi di cancro: è la persistenza di alcuni tipi ad alto rischio che può provocare lesioni precancerose e, nel tempo, tumori. La prevenzione dispone di strumenti diversi e complementari: la vaccinazione e, per il collo dell’utero, lo screening mediante Pap test o test Hpv, secondo i programmi previsti.

Rocco Bellantone, presidente dell’Iss, ha richiamato proprio la possibilità di prevenire una parte importante delle patologie oncologiche associate al virus. Parlare di Hpv significa quindi parlare anche di prevenzione del cancro, superando l’idea che sia una questione esclusivamente femminile.

Una delle novità riguarda la scuola. La Asl Roma 2 coinvolge inizialmente tre istituti della Capitale in un progetto che parte dalla formazione degli insegnanti, prosegue con attività rivolte agli studenti e alle famiglie e prevede, nell’autunno 2027, la possibilità di vaccinarsi direttamente a scuola. L’offerta sarà dunque il punto di arrivo di un percorso di informazione e partecipazione, del quale verranno valutate efficacia e condizioni organizzative.

L’esperienza della Asl di Taranto, riportata nella presentazione del Manifesto, offre un precedente incoraggiante: la copertura vaccinale ha raggiunto il 72,3 per cento con l’offerta scolastica, rispetto al 55,6 per cento registrato con quella ambulatoriale. Avvicinare il servizio alle famiglie può aiutare a superare ostacoli che una campagna informativa, da sola, lascia intatti.

Agli insegnanti è dedicato un corso a distanza dell’Iss su infezione, vaccinazione, prevenzione oncologica e contrasto della disinformazione. Dopo una prima fase tra ottobre e dicembre 2026, la formazione sarà disponibile su scala nazionale da gennaio 2027. Gli studenti parteciperanno anche alla progettazione delle iniziative di comunicazione rivolte alle famiglie.

Un’altra azione pilota riguarda la comunità rom di Roma, attraverso un percorso per ridurre le barriere di accesso e costruire fiducia nei servizi sanitari. È qui che l’obiettivo del Manifesto acquista consistenza: raggiungere anche chi fatica a ricevere un’informazione comprensibile, prenotare una visita o mantenere un rapporto continuativo con la sanità.

“Traguardo Zero” indica un’ambizione. Per avvicinarla servono insegnanti formati, operatori disponibili, appuntamenti accessibili e continuità dei servizi. La prevenzione comincia a funzionare quando entra nella vita delle persone.



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