Cultura

Teatro a Roma. Perdersi tra le quattro mura di Happy House. Al Centrale Preneste, il 10 e 11 maggio

Il 10 e 11 maggio presso Centrale Preneste Teatro, nel quartiere del Pigneto, va in scena Happy House, scritto e diretto da Anna Antonino.





Nella casa felice ci sono Geppetto e Pinocchio. Si scrutano, si giudicano, si scontrano.
Geppetto osserva il passato intatto alle sue spalle. Poi guarda il futuro attraverso la vita di Pinocchio. Tutto uguale e tutto incerto. C’è disordine ovunque, dentro e fuori. E i protagonisti cercano disperatamente di farsi spazio in questo caos che occupa persino l’aria. 

Lo spettacolo nasce da un percorso di scrittura creativa su vari topoi raccolti dall’autrice.
«Prima del Covid sono andate in scena due donne con questo testo» racconta la regista. «Poi ho avuto un’idea: farlo leggere ad un uomo. La scrittura è rimasta la stessa, ma lo spettacolo è cambiato. Negli stessi temi — incomunicabilità, depressione — attraverso lo sguardo di due uomini di generazioni diverse, emerge con più forza che a parlare è la stessa persona. Mi sono sorpresa».

Qual è l’ostacolo più grande per i due personaggi? La vita in ogni sua parte, nel prima e nel dopo.
Sergio Conti e Christian Cavallini, si plasmano reciprocamente, prigionieri di corpi e memorie troppo esigenti, che si accumulano come sacchi di immondizia.
Happy House è una drammaturgia che denuncia un’epoca sospesa, che non può sfuggire dalla leggerezza per rimanere in equilibrio.
La paura si insinua, per aver fatto male, per aver fatto poco o per non aver alzato un dito, al punto da sentire di non meritare neppure il respiro.




 

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