Salute

PESTE | Una ricercatrice muore in Siberia, 189 persone sotto osservazione. Cosa sappiamo davvero

La peste non è scomparsa con il Medioevo. Il batterio che la provoca, Yersinia pestis, esiste ancora in natura ed è studiato nei laboratori specializzati. A Irkutsk, in Siberia, una ricercatrice di ventotto anni è morta dopo una possibile esposizione accidentale. Centottantanove persone sono state poste sotto osservazione sanitaria. Al momento non risultano altri casi confermati.

La giovane, indicata dai media locali come Daria Shipilova, lavorava presso l’istituto specializzato nel controllo della peste di Irkutsk. Secondo varie ricostruzioni avrebbe accidentalmente rotto una provetta contenente materiale biologico pericoloso. È un dettaglio rilevante, ma non ancora definitivamente accertato dalle autorità sanitarie.

La ricercatrice è stata ricoverata il 29 settembre con una grave polmonite ed è morta il primo ottobre. Le informazioni diffuse nella regione parlano di una «infezione particolarmente pericolosa», mentre altre fonti hanno indicato nella peste la causa della morte, con riferimento alla forma polmonare.

Dopo il decesso è partita la ricerca dei contatti. Centottantanove persone, tra colleghi, sanitari e altri possibili esposti, sono state sottoposte a controllo o isolamento. Finora non è stata confermata una catena di contagio.

La peste esiste ancora

La peste è una malattia infettiva provocata da Yersinia pestis, presente soprattutto in piccoli mammiferi e nelle pulci che li infestano. Casi umani continuano a verificarsi anche nel XXI secolo, soprattutto in alcune aree dell’Africa, tra cui Madagascar e Repubblica Democratica del Congo.

Le forme principali sono bubbonica, setticemica e polmonare. La prima viene trasmessa in genere attraverso il morso di pulci infette; la forma polmonare colpisce i polmoni ed è la più pericolosa perché può trasmettersi da persona a persona attraverso secrezioni respiratorie. Può inoltre evolvere molto rapidamente.

Ma oggi si cura

Qui finisce il Medioevo e comincia la medicina moderna. La peste è causata da un batterio e gli antibiotici sono efficaci, soprattutto se somministrati presto. Nella forma polmonare la rapidità della diagnosi e della terapia è decisiva.

Per questo, davanti a un caso sospetto, le procedure sanitarie prevedono isolamento del paziente, identificazione e sorveglianza dei contatti, protezione del personale e, quando indicato, profilassi antibiotica. Non servono fantasie sulla prossima pandemia: servono epidemiologia, laboratori, antibiotici e rapidità di intervento.

Un incidente da chiarire

Resta da capire come una giovane ricercatrice che lavorava proprio in una struttura specializzata abbia potuto ammalarsi e morire. Se l’esposizione in laboratorio sarà confermata, occorrerà stabilire quale passaggio delle procedure di sicurezza abbia fallito e se diagnosi e trattamento siano arrivati abbastanza presto.



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