Ieri ho sentito la potenza di un milione di NO all’odio: migliaia di persone di ogni età e di svariate origini terrestri che esprimevano con parole e idee il loro netto, colorato e appassionato rifiuto all’idea che la disumanità possa avere la meglio sull’uguaglianza. Ma ho visto anche diverse scene ridicole che avrebbero avuto la velleità di sporcare quella marea che con la Global Sumud Flotilla ci ha avvicinato al Medio Oriente per abbracciare tutti i gazawi.
Ridicoli poliziotti che bloccavano pullman di attivisti per ore ai caselli autostradali con scuse patetiche. Ho visto poveri agenti schierati come plotoni d’esecuzione mentre i loro capi si azzuffavano per macchine parcheggiate, scientificamente, in quadrupla fila in modo da bloccarsi vicendevolmente quando c’era da muoversi per bastonare quei quattro cretini che si allontanavano dal corteo per raggiungere i Palazzi. Ho visto guardie infiltrate nel corteo con cartelli dove era facile leggere “io sono uno sbirro”.
Ho sorriso amaramente mentre scorreva un gruppetto di manifestanti, portatori sani di manifesti funesti con sigle improbabili, che intimavano ai cameramen di non riprenderli perché non si sentivano adeguati. E in effetti con quello sguardo un po ‘così, quei cappucci decisamente vintage e un trucco che richiamava “potere operaio” de’ Noantri per apparire cattivissimi facevano proprio tenerezza.
Sull’altra sponda, in tv e sui social non fanno affatto empatia quei maschi, in genere, benestanti con incarichi professionali ottenuti per grazia ricevuta dallo spirito santo che si permettono di fare battute “argute” su Francesca Albanese. Parliamo di una giurista italiana, esperta di diritto internazionale, specializzata in diritti umani e Medio Oriente. Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.
Ma parliamo soprattutto di una donna talmente intelligente, colta e coraggiosa che ha messo in crisi tanti di quei maschietti nazionali che, come si dice, dio solo sa. Impazziscono di fronte a questa figura femminile capace di denunciare la finanza internazionale, gli orrori israeliani e le complicità dei governi rischiando la propria vita, gli affetti più cari e ogni bene materiale. Fin qui quel che ho avuto modo di scorgere ieri, vediamo oggi che ci attende. Buona lettura.




