Diritti

Sudan, EMERGENCY è sempre rimasta operativa nel Paese. A Khartoum è presente con il Centro Salam di cardiochirurgia e un ambulatorio pediatrico


Sono trascorsi due anni dal 15 aprile 2023 quando in Sudan iniziava una nuova guerra combattuta tra forze di supporto rapido, Rapid Support Forces (RSF), ed esercito governativo, Sudanese Armed Forces (SAF). EMERGENCY non ha mai lasciato il Paese ed è l’unica organizzazione internazionale che è sempre rimasta operativa nella capitale, Khartoum.

Da quando nelle ultime settimane Khartoum è stata riconquistata dall’esercito governativo in città non si combatte più. Nella capitale EMERGENCY è presente con il Centro Salam di cardiochirurgia e un ambulatorio pediatrico. A causa dell’assedio alla città e della conseguente impossibilità di far entrare rifornimenti, strumentazioni e altro personale, il Centro Salam era stato costretto a sospendere gli interventi al cuore da gennaio, ma aveva continuato a gestire un ambulatorio pediatrico, presidio importantissimo per la popolazione in una città in cui meno del 10 per cento delle strutture sanitarie sono ancora operative, e aveva iniziato offrire un servizio di medicina d’urgenza.

“Dopo la presa di Khartoum le strade per entrare e uscire dall’area in cui si trova il nostro ospedale sono state finalmente riaperte – racconta Elena Giovanella, anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam –. A causa dell’impossibilità di entrare a Khartoum in sicurezza io e altri otto colleghi abbiamo dovuto attendere due mesi e mezzo prima di riuscire a entrare in città e dare il cambio al team che era bloccato qui a causa dei combattimenti. Anche i rifornimenti dell’ospedale sono rimasti bloccati fino a dieci giorni fa quando sei camion carichi di medicine, cibo, strumentazioni fondamentali per il proseguimento delle attività e un generatore sono finalmente riusciti ad arrivare al Centro Salam. Tanti colleghi sudanesi che erano sfollati fuori città stanno tornando. Ora finalmente possiamo riavviare a pieno tutte le attività.

Negli ultimi giorni i prezzi del carburante e dei beni primari sono scesi e la corrente elettrica e la connettività a Internet sono state ripristinate.

“Negli ultimi quattro mesi (oltre a tre mesi già nel 2024) il fabbisogno energetico del Centro Salam è stato garantito dai generatori. Abbiamo dovuto sostenere una spesa enorme a causa dell’aumento incontrollato del costo del carburante necessario al loro funzionamento. Oggi il carburante costa la metà rispetto al mese scorso – prosegue Matteo D’Alonzo, direttore programma EMERGENCY in Sudan –. In questi anni abbiamo supportato la popolazione che vive vicino all’ospedale anche distribuendo acqua potabile”.

In Darfur invece gli scontri non si placano e continuano a provocare morti, feriti e sfollati. Nyala, in Sud Darfur, è al centro di attacchi aerei e vessata da bande criminali. La popolazione vive ormai da due anni senza corrente elettrica e connettività, con il coprifuoco. Scarseggiano i beni di prima necessità in una città dove il numero degli abitanti è quadruplicato a causa dell’arrivo di sfollati da altre aree del Paese.



Nel nostro Centro pediatrico vediamo pazienti che arrivano in condizioni sempre peggiori – racconta Laura Ena, infermiera e coordinatrice medica del Centro pediatrico di EMERGENCY a Nyala –. La pessima alimentazione e la mancanza di acqua potabile causano un aumento costante dei casi di gastroenteriti e infezioni, ma anche di malnutrizione severa e di anemia. Non ho mai visto bambini in condizioni così gravi prima dell’inizio di questa guerra. Noi siamo aperti 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 per far fronte alle necessità di tutti”.

Dal 15 aprile 2023 circa dodici milioni di persone sono fuggite dalle proprie case, di queste oltre otto milioni sono sfollati interni (metà sono bambini) e gli altri oltre tre milioni sono rifugiati e rimpatriati che hanno attraversato i confini verso i paesi vicini, principalmente Ciad, Egitto, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Etiopia, Libia. Questi numeri fanno del Sudan una delle peggiori crisi umanitarie al mondo con 30.4 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti umanitari.

Nel Paese sono stati ad oggi oltre cento gli attacchi a strutture sanitarie, e solo l’80 per centodi queste è parzialmente funzionante. Il 70 per cento della popolazione non può accedere a servizi sanitari. Ventisei milioni di persone – metà della popolazione – si trovano ad affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta. Al momento il Sudan è tra i primi quattro paesi al mondo con più alto livello di insicurezza alimentare.


A patient, NAME, AGE, CONDITION, is carried by a nurse in the ward of the Port Sudan Paediatric Centre, Sudan.

EMERGENCY non ha lasciato il Paese e, a Khartoum, siamo rimasti a lungo l’unica ong internazionale presente e sempre operativa, anche e soprattutto grazie alla tenacia del nostro staff locale – conclude D’Alonzo –. Ora che nella capitale sono finiti i combattimenti, ci auguriamo un miglioramento generale delle condizioni di sicurezza perché i sudanesi possano tornare nelle loro case e cominciare a ricostruire.”



Martedì 15 aprile 2025 alle ore 17.00, in occasione del secondo anniversario dall’inizio della guerra in Sudan, EMERGENCY sarà in diretta Instagram con il racconto dei suoi colleghi dal Sudan. La diretta sarà moderata da Giammarco Sicuro, inviato RAI

EMERGENCY è presente a Khartoum con il Centro Salam di cardiochirurgia e con un ambulatorio pediatrico; con un centro pediatrico a Port Sudan, nello stato del Mar Rosso dove in questi due anni sono arrivati migliaia di profughi. A Nyala, in Sud Darfur con un centro pediatrico; ad Atbara nel nord-est del Paese, a Kassala, vicino al confine con l’Eritrea, e a Gedaref, a sud-est con degli ambulatori cardiologici.




 

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