Il ministero dell’Informazione e della Cultura ha motivato la decisione con presunte «ripetute violazioni», senza precisarle. Nessuna indicazione pubblica sui tempi della sospensione. Un’accusa indeterminata basta così a togliere agli ascoltatori una fonte di informazione.
La Bbc continua a raggiungere il paese attraverso onde corte e medie, internet e satellite. Secondo i dati dichiarati dall’emittente, il suo pubblico afghano comprende cinque milioni e quattrocentomila persone, oltre il venti per cento della popolazione adulta. Il blocco della Fm restringe dunque l’accesso a un servizio seguito da milioni di ascoltatori, anche se gli altri canali restano disponibili.
La stretta ha precedenti precisi. Nel dicembre 2022 le autorità talebane avevano già escluso dalle reti di trasmissione in onde medie e Fm Voice of America e Radio Free Europe/Radio Liberty. Il Cpj denunciò allora un attacco all’accesso a informazioni essenziali: il servizio afghano Radio Azadi offriva anche contenuti sulla salute pubblica e lezioni per le ragazze.
Il controllo dell’informazione completa quello sulle persone. Chi governa attraverso divieti e intimidazioni ha bisogno di restringere anche ciò che si può conoscere, discutere, immaginare. Ogni frequenza spenta rende più difficile raccontare gli abusi e più facile lasciare sole le vittime. Per questo la libertà di ascoltare riguarda direttamente la possibilità di difendersi.
Fonti
Association for International Broadcasting, 14 ottobre 2026 — https://aib.org.uk/taliban-suspends-bbc-fm-broadcasts-across-afghanistan/
Amu TV, 14 ottobre 2026 — https://amu.tv/254373/
Cpj, 1 dicembre 2022 — https://cpj.org/2022/12/taliban-bans-radio-broadcasts-of-voa-and-rfe-rl-in-afghanistan/
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