Il 6 settembre la Sassonia-Anhalt potrebbe consegnare all’AfD il primo governo regionale dell’estrema destra nella Germania federale del dopoguerra. Il partito è dato al quarantadue per cento, quasi il doppio della Cdu. Berlino investe miliardi nelle armi mentre nell’Est crescono fragilità economiche, paura e sfiducia. Isolare l’AfD può impedire un’alleanza. Non basta, da solo, a spiegare perché sia diventata così forte.
La Germania si prepara a spendere miliardi per missili, difesa aerea e riarmo e, dentro i propri confini, si avvicina a uno dei passaggi politici più delicati dalla nascita della Repubblica federale. Domenica 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt e Alternative für Deutschland potrebbe conquistare per la prima volta il governo di un Land. Secondo l’ultimo sondaggio citato da Reuters, l’AfD è al quarantadue per cento, mentre la Cdu del cancelliere Friedrich Merz è al ventidue. Se quei rapporti di forza fossero confermati, il partito potrebbe arrivare vicino alla maggioranza assoluta dei seggi; molto dipenderà anche da quanti partiti minori supereranno la soglia del cinque per cento.
Non è un fulmine caduto improvvisamente su Magdeburgo. Nell’Est tedesco l’AfD cresce da anni e in Sassonia-Anhalt ha trasformato la protesta in una possibile maggioranza di governo. È questo il dato che la semplice etichetta di «estremismo» non riesce più a esaurire: una quota enorme dell’elettorato non la usa soltanto per mandare un messaggio a Berlino, ma sembra pronta ad affidarle direttamente il potere.
Il volto di questa avanzata è Ulrich Siegmund, trentacinque anni, candidato alla guida del Land. Ha costruito un’immagine sorridente e rassicurante, molto efficace sui social, senza rinunciare a un programma nazionalista: linea durissima sull’immigrazione, opposizione alle politiche climatiche, critica al sostegno tedesco all’Ucraina e attacco a istituzioni e politiche considerate espressione dell’establishment. L’AfD della Sassonia-Anhalt è classificata dall’intelligence regionale come estremista di destra. Siegmund potrebbe diventare il primo esponente del partito a guidare un governo regionale tedesco.
Per decenni la Repubblica federale ha costruito intorno all’estrema destra una Brandmauer, un muro tagliafuoco: nessuna alleanza e nessuna collaborazione di governo. La regola formalmente resiste. Ma mentre il muro resta in piedi, dall’altra parte aumentano gli elettori. Quando un partito arriva a raccogliere quattro voti su dieci, il cordone sanitario continua a essere una scelta politica e democratica legittima, ma non può sostituire la domanda sulle cause del consenso.
Merz ha scelto anche l’argomento economico. Una vittoria dell’AfD, ha avvertito, scoraggerebbe gli investimenti internazionali in Sassonia-Anhalt: difficilmente, sostiene il cancelliere, grandi imprese straniere sceglierebbero di inaugurare nuovi stabilimenti accanto a un ministro-presidente dell’AfD. L’allarme è concreto, ma contiene una contraddizione politica. Agli elettori di una delle aree più fragili del paese si dice che votare AfD potrebbe peggiorare l’economia, mentre proprio l’insoddisfazione economica è uno dei terreni sui quali il partito ha costruito la propria crescita.
La Sassonia-Anhalt resta infatti più povera della media tedesca e soffre un rapido invecchiamento della popolazione. Più in generale la Germania arriva al voto dopo anni difficili per il proprio modello industriale: energia costosa, concorrenza cinese, trasformazione dell’automotive e una crescita che soltanto recentemente ha mostrato timidi segnali di ripresa. La promessa di una prosperità capace di tenere insieme lavoro, coesione sociale e democrazia si è indebolita soprattutto nei territori orientali.
Nello stesso tempo Berlino ha scelto di diventare uno dei motori del riarmo europeo. La spesa militare ha compiuto un salto storico e il governo programma nuovi sistemi d’arma, missili a lungo raggio e capacità militari che fino a pochi anni fa sarebbero state politicamente difficili perfino da discutere. Sarebbe sbagliato sostenere che il riarmo abbia prodotto l’AfD. Le due fotografie, però, appartengono allo stesso paese e allo stesso momento: una Germania capace di mobilitare risorse enormi quando parla di sicurezza militare e molto meno convincente quando deve restituire a milioni di cittadini sicurezza economica, servizi e fiducia nel futuro.
L’AfD entra in questa frattura. Prende problemi reali – impoverimento relativo, declino industriale, immigrazione, distanza fra Est e Ovest, paura del futuro – e offre risposte nazionaliste e identitarie. La parte difficile per una democrazia non è riconoscere l’estrema destra quando arriva. È evitare che siano soltanto gli estremisti a dare un nome alle paure sulle quali costruiscono consenso.
Il voto della Sassonia-Anhalt parla così anche all’Italia, alla Francia e al resto d’Europa. Per anni una parte della politica democratica ha affrontato l’estrema destra soprattutto tracciando confini. Confini necessari quando sono in gioco razzismo, autoritarismo e diritti fondamentali, ma insufficienti se continuano ad accumularsi salari inadeguati, precarietà, periferie abbandonate, servizi pubblici indeboliti e la sensazione di non poter incidere sulle decisioni che cambiano la vita quotidiana.
La sicurezza non è soltanto quella delle frontiere e non è soltanto quella garantita dagli eserciti. È anche sapere che un lavoro permette di vivere, che ammalarsi non significa impoverirsi, che una casa rimane accessibile, che la scuola funziona e che il futuro dei figli non dipende dal conto corrente dei genitori.
La Germania ha deciso di spendere somme enormi per diventare più forte militarmente. Il 6 settembre potrebbe scoprire che esiste un’altra forza che nessun missile può garantire: quella di una democrazia i cui cittadini abbiano ancora ragioni concrete per fidarsi della democrazia.
Fonti essenziali
Reuters, 30 agosto 2026: AfD al 42 per cento e Cdu al 22; avvertimento di Friedrich Merz sugli investimenti stranieri.
Reuters, 28 agosto 2026: quadro economico e politico della Sassonia-Anhalt e fragilità dell’Est tedesco.
Reuters, 26 agosto 2026: profilo di Ulrich Siegmund e campagna dell’AfD in Sassonia-Anhalt.
Politico Europe, agosto 2026: analisi del passaggio politico tedesco e dell’avanzata dell’AfD.
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