Salute

BILANCIA | Il peso delle disuguaglianze: mangiare sano e curarsi è ancora un privilegio

I dati Iss del biennio 2024-2025 confermano il divario territoriale. Fra gli anziani sovrappeso e obesità colpiscono maggiormente chi vive difficoltà economiche.


In Italia il quarantatré per cento degli adulti è in sovrappeso o vive con l’obesità. Fra le persone dai sessantacinque anni in su la quota raggiunge il cinquantaquattro per cento. Le sorveglianze Passi e Passi d’Argento, coordinate dall’Istituto superiore di sanità, restituiscono un quadro sostanzialmente stabile nel biennio 2024-2025, con prevalenze più alte nelle regioni meridionali. Una stabilità che lascia intatto un problema di salute pubblica.

Nel dettaglio, circa il trentadue per cento degli adulti risulta in sovrappeso e oltre il dieci per cento presenta obesità. Campania e Molise registrano una prevalenza di obesità del tredici per cento, seguite dalla Calabria con il dodici. All’estremo opposto si trovano Valle d’Aosta, sotto il due per cento, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano.

Fra gli ultrasessantacinquenni il quarantuno per cento è in sovrappeso e il tredici per cento presenta obesità. Il Molise raggiunge il diciannove per cento di obesità, seguito dalla Campania con il diciassette e dalla Sicilia con il sedici. Le prevalenze più basse si registrano in Valle d’Aosta, nella Provincia autonoma di Trento e in Piemonte.

Occorre leggere correttamente queste cifre. Passi osserva la popolazione dai diciotto ai sessantanove anni, mentre Passi d’Argento riguarda quella dai sessantacinque anni in su: le due fasce si sovrappongono parzialmente. Le stime utilizzano peso e altezza dichiarati dagli intervistati, dai quali viene calcolato l’indice di massa corporea. Un metodo utile a seguire l’andamento del fenomeno, che tende però a sottostimare l’obesità.

Il dato sociale merita attenzione quanto quello geografico. Fra gli anziani, l’Iss rileva frequenze maggiori di sovrappeso e obesità nelle persone con difficoltà economiche o livelli di istruzione più bassi. La stessa documentazione richiama il ruolo dell’offerta di alimenti ipercalorici a basso costo e della pubblicità che ne sostiene il consumo.

È su questo terreno che dovrebbe misurarsi la prevenzione: accessibilità del cibo di qualità, possibilità di muoversi nel proprio quartiere, servizi territoriali capaci di accompagnare le persone. Liquidare tutto con un invito a mangiare meno significa lasciare ciascuno solo davanti a condizioni che coinvolgono anche reddito, ambiente e organizzazione della vita quotidiana.

L’eccesso ponderale aumenta il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, problemi articolari e alcuni tumori. In età avanzata serve inoltre particolare attenzione: diete drastiche e importanti perdite di peso possono aggravare la fragilità muscolare e ossea. I percorsi vanno valutati con professionisti sanitari.

La responsabilità pubblica comincia qui: rendere concretamente accessibili prevenzione e cura. Altrimenti continueremo a pubblicare statistiche, affidando alle persone anche il peso delle risposte che mancano.



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