Diritti

GAZA | Rapporto di Medici Senza Frontiere: “Israele usa l’acqua come arma di punizione collettiva contro i palestinesi”

Le autorità israeliane hanno utilizzato l’accesso all’acqua come arma contro i palestinesi, privando sistematicamente la popolazione di Gaza dell’acqua in una campagna di punizione collettiva. È quanto emerge dal nuovo rapporto internazionale di Medici Senza Frontiere, “Water as a Weapon: Israel’s Destruction and Deprivation of Water and Sanitation in Gaza – L’acqua come arma: la distruzione e la privazione dei servizi idrici e igienico-sanitari a Gaza da parte di Israele”, secondo cui la negazione deliberata dell’acqua è parte integrante del genocidio perpetrato da Israele .


People collect water next to a building that is in danger of collapsing in Beit Lahia, Gaza North.

Msf esorta le autorità israeliane a ripristinare immediatamente l’approvvigionamento idrico a livelli adeguati per la popolazione di Gaza. Gli alleati di Israele devono utilizzare la propria influenza per esercitare pressioni su Israele affinché smetta di ostacolare l’accesso umanitario, incluso per le esigenze legate alle infrastrutture idriche.


Palestinians at the GHF distribution site in Netzarim putting their lives at risk to receive some food.
The Gaza Humanitarian Foundation (GHF). All four distribution sites operated by the GHF are located in areas under full Israeli military control and “secured” by private American armed contractors.
Between 7 June and 24 July 2025, MSF health centres in close proximity received 1,380 injured people, including 28 dead bodies from the GHF sites with 174 gunshot wounded.
MSF calls for an immediate cessation of the GHF distribution mechanism and urges states and private donors to refrain from funding what is essentially a death trap.

Poca acqua, molte malattie

Il rapporto di Msf documenta come il ripetuto uso dell’acqua come arma da parte delle autorità israeliane non sia costituito da atti isolati, ma faccia parte di un modello ricorrente, sistematico e cumulativo. Ciò avviene parallelamente all’uccisione diretta di civili, alla devastazione delle strutture sanitarie e alla distruzione delle abitazioni che costringe a sfollamenti di massa. Insieme, costituiscono un’imposizione deliberata di condizioni distruttive e disumane ai palestinesi a Gaza.

“Le autorità israeliane sanno che senza acqua la vita finisce, eppure hanno deliberatamente e sistematicamente distrutto le infrastrutture idriche a Gaza, impedendo al contempo in modo sistematico l’ingresso di rifornimenti idrici” afferma Claire San Filippo, responsabile delle emergenze di Msf. “I palestinesi sono rimasti feriti e sono stati uccisi semplicemente cercando di procurarsi l’acqua. Questa privazione, unita alle condizioni di vita disastrose, al sovraffollamento estremo e al collasso del sistema sanitario, crea un contesto perfetto per la diffusione delle malattie”.


Palestinians in Rafah on the Egyptian border – once a town of 300,000, but now hosting 1.5 million displaced people from all over Gaza – struggle to find clean water for drinking, cooking or washing. Living conditions for people in this part of the enclave are desperate – a result of the overcrowding and of the lack of clean water, toilets, showers and sewerage systems, aggravated by the cold winter weather.

Israele ha distrutto o danneggiato quasi il 90 per cento delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie a Gaza, compresi impianti di desalinizzazione, pozzi, condutture e sistemi fognari1. Le équipe di Msf hanno documentato casi in cui l’esercito israeliano ha sparato contro autocisterne chiaramente identificabili o ha distrutto pozzi che rappresentavano un’ancora di salvezza per decine di migliaia di persone. Spesso si sono verificati episodi di violenza durante la distribuzione dell’acqua alla popolazione, causando feriti tra i palestinesi e gli operatori umanitari e danneggiando le attrezzature.

“Mio nipote era a Nuseirat (luglio 2025). Era andato a prendere dell’acqua potabile” racconta Hanan, una donna palestinese di Gaza City. “Era in fila con altri bambini, e loro (le forze israeliane) l’hanno ucciso. Aveva dieci anni… andare a prendere l’acqua non dovrebbe essere pericoloso”.


Palestinian child with scabies is receiving medical treatment at MSF Mawasi Rafah primary health care clinic, south of Gaza strip, Palestine.

L’effetto cumulativo della scarsità d’acqua provocata dalle autorità israeliane è che semplicemente non è possibile fornire acqua a sufficienza alla popolazione. Dopo le autorità locali, Msf è il principale produttore e distributore di acqua potabile a Gaza, eppure tra maggio e novembre 2025, una distribuzione su cinque si è esaurita perché i nostri camion non sono riusciti a trasportare acqua a sufficienza per tutte le persone che ne avevano bisogno. Gli ordini di sfollamento dell’esercito israeliano hanno impedito ai team di Msf di accedere alle aree in cui fornivamo acqua a centinaia di migliaia di persone, causando l’interruzione dei servizi essenziali e la perdita di infrastrutture salvavita.


Logistics staff dismantle and evacuate tents often used for triage and overflow, are no longer available to the influx of wounded from continued Israeli airstrikes.
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These photographs capture the moment Médecins Sans Frontières (MSF) teams were forced to evacuate our last health facility in Gaza City. The direct result of the intensified genocidal campaign that brought advancing tanks and relentless airstrikes to within a kilometer of our clinics, making it impossible to continue our lifesaving work.
Thousands remain in the city unwilling or unable to leave, among them infants in neonatal care, patients with severe injuries, and pregnant women; all now stripped of critical medical support in a systematic deprivation of life essentials by Israeli forces.
While our teams strive to support collapsing health structures, Israeli forces created catastrophic conditions where Palestinians are being deliberately denied the means to survive under constant bombardment.

Le autorità israeliane hanno ostacolato l’ingresso a Gaza di materiali essenziali per l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari. Da ottobre 2023, l’elettricità, il carburante e le forniture quali generatori, i relativi pezzi di ricambio e l’olio motore – fondamentali per alimentare gli impianti di trattamento e distribuzione dell’acqua – sono stati interrotti o sottoposti a severe restrizioni. Un terzo delle nostre richieste di ingresso di forniture essenziali per l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari è stato respinto o è rimasto senza risposta. Queste forniture includono impianti di desalinizzazione dell’acqua, pompe, cloro e altri prodotti chimici per il trattamento dell’acqua, serbatoi d’acqua, repellenti per insetti e latrine. Molti degli articoli approvati dalle autorità israeliane sono stati successivamente respinti alla frontiera.


Displaced Palestinian family riding a tuktuk; coming back to settle in Beit Lahia city, north of Gaza strip.

“Abbiamo bisogno di acqua” dice Ali, un palestinese sfollato che vive in un campo a Deir Al-Balah. “Non ha senso. È come se stessimo chiedendo al mondo ciò che è essenziale per vivere”.

Le conseguenze di questa privazione dell’accesso all’acqua hanno un impatto di vasta portata sulla salute, l’igiene e la dignità delle persone, in particolare per le donne e le persone con disabilità. L’accesso all’igiene di base, compresa l’acqua pulita, il sapone, i pannolini e i prodotti per l’igiene mestruale, è diventato estremamente difficile. Le persone sono costrette a scavare buche nella sabbia come latrine, che si allagano e contaminano l’ambiente circostante e le falde acquifere con le feci.

La mancanza di accesso all’acqua e all’igiene, unita a condizioni di vita estreme e indegne, come tende sovraffollate e rifugi di fortuna, porta anche a un aumento delle malattie, tra cui infezioni respiratorie, malattie della pelle e malattie diarroiche. Le malattie della pelle hanno rappresentato quasi il 18 per cento delle visite di assistenza sanitaria generale di Msf nel 2025, mentre tra maggio e agosto 2025 Msf ha riscontrato che quasi il 25 per cento delle persone aveva sofferto di malattie gastrointestinali nel mese precedente.


Nota sulle attività di Medici Senza Frontiere a Gaza

Msf è il principale produttore di acqua potabile nella Striscia di Gaza dopo le autorità locali. Nel marzo 2026, grazie a graduali miglioramenti nonostante le condizioni estremamente limitate, Msf ha prodotto o distribuito oltre 5,3 milioni di litri di acqua al giorno a Gaza, l’equivalente del fabbisogno minimo di oltre 407mila persone – un abitante su cinque della Striscia. Nel mese di marzo, Msf ha distribuito oltre cento milioni di litri: ovvero 1.507 km di taniche da 20 litri allineate, l’equivalente della distanza tra Riyadh e Amman, o tra Londra e Roma.



 

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