Avrei voluto svolgere una ricerca sulla ‘vittimologia’ quando mi sono imbattuto nella parola”Gaslighting”. Il mio “Assistente Intelligente” sostiene che si tratta di “tecnica di manipolazione in cui il carnefice distorce la realtà fino a far dubitare la vittima della propria lucidità. La vittima, aggiunge, può pensare di essere “pazza”, indegna o debole, e si aggrappa al carnefice come “unica ancora”.

“Gaslighting” è stata la parola del 2022 per il vocabolario Merriam-Webster. Ma in che cosa consiste esattamente? Stando alle nostre principali agenzie stampa si tratta di un abuso psicologico, una violenza domestica tipica delle relazioni tossiche in cui il manipolatore altera la percezione della vittima in modo che quest’ultima metta in dubbio sé stessa e i propri pensieri.
“Ti fai troppi film”, “sei sempre sulla difensiva”, “come sei sensibile” o “cerchi sempre il lato negativo dove non c’è” sono frasi comunemente usate per screditare le esperienze e le emozioni di una persona vittima di questa manipolazione. Come spiega TherapyChat, a differenza di una persona con disturbo istrionico di personalità (che in realtà è estremamente sensibile) una vittima di gaslighting viene portata a dubitare di sé stessa e accusata di estrema suscettibilità e sensibilità attraverso micro-aggressioni quotidiane, atte a creare insicurezza e provocare nella persona una dissonanza cognitiva, cioè un conflitto interno, portando i suoi comportamenti e le sue convinzioni ad entrare in contrasto tra loro.
Per molto tempo si è negata l’esistenza del gaslighting, ma la letteratura e il tempo hanno dimostrato il contrario. Esiste, è molto presente nella nostra società e molto spesso passa inosservato.
Sui manuali troviamo scritta la risposta. Una volta essere riusciti a riconoscere la situazione in cui ci troviamo, è importante agire immediatamente. La strategia ideale sarebbe quella di allontanarsi il più possibile dal manipolatore, ma a volte può non essere così semplice. Ecco qualche suggerimento utile per intervenire in una relazione di gaslighting:
● Stabilire dei limiti: se una situazione causa troppo disagio, violenze, ingiustizie e guerre può essere messa in pausa e ripresa in un altro momento o interrotta definitivamente. In questo senso, è importante sottolineare che la dignità di ogni essere umano deve essere rispettata ed è nostro dovere garantire il rispetto di noi stessi. E del dissenso.
● Evitare la co-dipendenza: che si tratti di una coppia, di amici o di familiari, gruppo editoriale: una relazione co-dipendente non è sana. La relazione più duratura di ogni essere umano sarà quella con sé stessi ed è di questa che dobbiamo prenderci cura.
Dobbiamo partire dal presupposto e accettare che la nostra felicità dipenderà prevalentemente da noi stessi e, pertanto, prendersi cura del nostro benessere generale deve essere una priorità per essere anche utili al prossimo. Bisogna, insomma, star bene per far star bene anche gli altri. Tutti gli altri. Disarmiamoci pure, dunque, ma per essere liberi di vestire le bandiere della trasformazione al grido uguaglianza al potere. Senza fare le vittime.






