Diritti

LA BUONA CUCINA | A tavola con chi viene da lontano

A Johannesburg, lo chef Sanza Sandile riunisce persone e cucine nel suo Yeoville Dinner Club. In un quartiere attraversato dalle intimidazioni contro i migranti, condividere una cena diventa un gesto di convivenza.


Diciotto posti attorno a un tavolo possono sembrare poca cosa davanti alla xenofobia. Ma è da quella dimensione raccolta che parte il lavoro di Sanza Sandile: far sedere insieme persone che hanno attraversato paesi, lingue e storie differenti. Il suo Yeoville Dinner Club, a Johannesburg, porta in tavola il contributo di chi è arrivato da altrove e ha costruito qui una parte della propria vita.

Sanza si chiama Sandile Tshabalala. Nato in Eswatini e cresciuto a Soweto, si è trasferito a Yeoville a diciassette anni. Prima della cucina ha lavorato nella radio e nel cinema. Il racconto resta al centro della sua attività, ma oggi passa attraverso le portate e le conversazioni fra gli ospiti. In un’intervista al Sowetan, ha ricondotto la scelta della tavola comune anche alla propria educazione familiare: mangiare insieme significava riconoscersi alla pari.

Il Dinner Club si trova al numero 24 di Rockey Street. Sul suo sito, Sanza descrive il mercato di Yeoville come una fonte di ingredienti, conoscenze e ispirazioni. Le persone, insieme ai prodotti che vendono e alle ricette che custodiscono, compongono un archivio vivente di migrazioni e appartenenze. Fra le preparazioni proposte figurano l’egusi in versione vegana e gli stufati di okra: piatti che raccontano la ricchezza delle cucine africane e le possibilità della loro reinterpretazione.

Una guida locale descrive anche pesce fritto alla mozambicana, riso jollof d’ispirazione nigeriana, falafel e salse mediorientali. A unire queste preparazioni è la geografia umana del quartiere, fatta di scambi, vicinanze e percorsi che si incrociano. Gli ospiti condividono le portate e, intanto, trovano uno spazio per conoscersi.

Il valore di questa esperienza si comprende guardando ciò che accade fuori dal locale. Un reportage di GroundUp, pubblicato il 3 agosto 2026, ha raccolto a Yeoville testimonianze di intimidazioni contro commercianti immigrati e denunce di ostacoli all’accesso alla clinica del quartiere. Ha raccontato anche la mobilitazione della campagna Siyafana Sonke, i cui attivisti hanno distribuito informazioni sui diritti, invitando gli abitanti a opporsi alle molestie e alla violenza.

Il clima di ostilità trova riscontro nelle rilevazioni nazionali. Secondo lo Human Sciences Research Council, la quota di intervistati che dichiara di non voler accogliere alcun immigrato è passata dal 28 per cento nel 2020 al 42 per cento nella rilevazione 2025, condotta fra dicembre di quell’anno e febbraio 2026. Sono dati sugli atteggiamenti dichiarati, che aiutano a comprendere il terreno sociale nel quale si inseriscono le campagne contro gli stranieri.

Il 26 ottobre 2026, Semafor ha raccontato il lavoro di Sanza proprio come un tentativo di contrastare questo sentimento attraverso il cibo. Il Dinner Club, giunto al decimo anno, continua a valorizzare le cucine del continente e delle sue diaspore mentre altri ristoranti gestiti da migranti subiscono le conseguenze del clima xenofobo.

Una cena non garantisce che i pregiudizi scompaiano. Può però creare le condizioni per un incontro: chiedere da dove arriva una ricetta, ascoltare un ricordo, riconoscere il lavoro e la conoscenza che hanno reso possibile quel piatto. A Yeoville, Sanza prepara anche questo spazio. E ogni posto a tavola è un invito a prenderne parte.



SIAMO VECCHIA STAMPA

Ci piacciono le tavole lunghe, dove si fa spazio a chi arriva. Dove una ricetta porta con sé una storia e c’è tempo per ascoltarla. Forse perché siamo cresciuti con l’idea che, prima di giudicare qualcuno, fosse buona educazione invitarlo a mangiare.


Su fotosintesi.info cerchiamo di dare spazio anche a queste storie: persone che costruiscono occasioni d’incontro, nei luoghi in cui la paura rischia di prendere il sopravvento. Se pensi che meritino di essere raccontate, continua a leggerci e condividi i nostri articoli. Anche così una tavola può allungarsi.


 

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