Politica

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE | Fp Cgil: “Investire su contratti, tema salariale priorità”

​“Da qui al 2033 andranno in pensione 700mila persone nella pubblica amministrazione. Per garantire diritti e servizi ai cittadini e contrastare la desertificazione del sistema pubblico serve un Piano straordinario di 1.250.000 assunzioni. E’ necessario stabilizzare tutti i precari, scorrere le graduatorie e ripristinare quelle scadute. Bisogna garantire a chi entra nella Pubblica amministrazione la possibilità di crescere e realizzarsi professionalmente, di far valere le proprie competenze e vedere riconosciuta la propria professionalità. Va combattuta l’applicazione nei servizi accreditati, esternalizzati e/o in appalto di Ccnl che pratichino il dumping contrattuale sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Deve essere revocato l’accreditamento con il Servizio sanitario nazionale a tutte quelle strutture private che applicano contratti non rinnovati da tempo. Non abbiamo bisogno di armi, abbiamo bisogno di una rete di servizi pubblici efficaci per le cittadine e i cittadini, che consentano a tutti di vedersi riconosciuti i propri diritti, universali e gratuiti”.
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Sono alcune delle proposte di Fp Cgil in vista della legge di bilancio illustrate nel corso dell’attivo nazionale “Le scelte giuste” che si è svolto a Roma.

“Vogliamo andare nella direzione di una riconquista dei contratti nazionali. La nostra non è stata una scelta pregiudiziale nei confronti di questo Governo – ha osservato il Segretario Generale Fp Cgil, Federico Bozzanca -, è sempre stata una scelta di natura contrattuale che ha voluto mettere al centro il tema salariale. Lo abbiamo detto più volte: una parte del risanamento dei conti pubblici passa ormai da diversi anni da un bancomat chiamato lavoro pubblico. Invece di colpire le ricchezze, l’incremento del valore economico di un sistema di imprese che continua a produrre profitti, si preferisce prendere sempre da chi finora ha contribuito enormemente alle casse dello Stato. Rivendichiamo, per la prossima tornata contrattuale, un cambio di passo – ha aggiunto – che valorizzi le persone sul versante salariale e che si può realizzare consegnando alla contrattazione il vero peso che merita. Se si vuole procedere nella strada di concludere le trattative prima della vigenza contrattuale, soprattutto in un contesto di inflazione fortemente variabile data anche da un contesto internazionale ed europeo instabile, è necessario stabilire una clausola di salvaguardia delle retribuzioni qualora si dovesse verificare un’inflazione maggiore rispetto a quella preventivata al momento della stipula del contratto”.

“Quanto alle funzioni locali – ha proseguito – noi ribadiamo la necessità di una soluzione contrattuale: solo il Ccnl può distribuire il salario a tutte le lavoratrici e i lavoratori e contribuire ad accorciare la distanza dalle retribuzioni degli altri dipendenti pubblici. Serve una nuova indennità fuori dalla contrattazione decentrata, dai vincoli del Dl Pa, dai tetti di spesa per il personale e dai tetti assunzionali”.
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“Anche per questi motivi saremo in piazza il 25 ottobre”, ha concluso Bozzanca.

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