Politica

REVISIONISMO | L’ambasciata russa attacca Calenda per il tatuaggio pro-Ucraina: “Nazista”

“Ma il politico italiano Carlo Calenda, oltre ad altri colleghi meno fortunati, capisce l’essenza del simbolo che ha applicato sul suo corpo? In Russia c’è un buon proverbio su questo conto: tutto è ‘un campo di bacche’. Infatti, la sua bravata non è altro che un ingresso volontario nella comunità di seguaci di Petlyura, Bandera, Shukhevich e altri nazisti e collaboratori di nazionalità ucraina, le cui mani sono coperte dal sangue di ebrei, zingari, ungheresi, russi, ucraini”. E’ quanto ha scritto su Facebook l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia. Al post sono allegate delle foto e si spiega: “Sopra è una pubblicazione di K. Kalenda in ‘X’. A sinistra Zelensky, l’attuale capo del regime terroristico criminale di Kiev. Sulla destra l’antisemita e nazionalista ucraino Petlyur”.

“Verrete sconfitti. Come è stata sconfitta l’URSS. La libertà alla fine vince sempre sulla tirannia. E se vi mettete paura di un tatuaggio vuol dire che ne siete già consapevoli. #SlavaUkraïni”. Lo scrive su X il segretario di Azione, Carlo Calenda, rispondendo al post dell’ambasciata Russa. E dimenticando che, in verità, l’Unione sovietica ha sconfitto per fortuna i criminali nazisti. L’Armata rossa, il 27 gennaio 1945, ha aperto i cancelli del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, liberando circa settemila prigionieri.

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